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	<title>autodeterminazione &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/autodeterminazione/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "autodeterminazione"</description>
	<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 23:23:45 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Sahara Occidentale, good news.]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/?p=1501</link>
<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 08:42:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Ministro marocchino degli Affari stranieri ha incontrato lunedi&#8217; scorso a New York il segr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/10/frontepolisario.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1504" title="frontepolisario" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/10/frontepolisario.jpg" alt="" width="240" height="163" /></a>Il <strong>Ministro</strong> marocchino degli<strong> Affari</strong> stranieri ha incontrato lunedi' scorso a <strong>New York</strong> il segretario generale delle Nazioni Unite <strong>Ban Ki-Moon</strong>, nel quadro delle <strong>prospettive</strong> sul processo di negoziazione del <strong>conflitto</strong> nel <strong>Sahara</strong> <strong>Occidentale</strong>. Il <strong>Marocco </strong>propone un <strong>piena autonomia</strong> di questa regione che sarà collegata al Reame, mentre il<strong> Fronte</strong> <strong>Polisario</strong> reclama la sua <strong>autodeterminazione</strong> con un referendum. <strong>Sassi Firhi</strong>, ministro marocchino degli Affari stranieri e della <strong>Cooperazione</strong>, ha trasmesso lunedi' a New York gli <strong>orientamenti</strong> del Re in vista della<strong> risoluzione</strong> del conflitto sahariano. Al centro della discussione di questo incontro la messa in atto, nelle prossime settimane, di un<strong> tavolo</strong> che permetta di arrivare, nel migliore dei modi, ad una <strong>negoziazione intensiva</strong> tra le parti <strong>belligeranti</strong>. Il conflitto del <strong>Sahara Occidentale</strong>, oppone da più di<strong> 30 anni</strong> il <strong>Fronte Polisario</strong> alle <strong>Forze Armate Reali</strong> (FAR). La posta in gioco? L'<strong>indipendenza</strong> dell'anziana<strong> colonia spagnola</strong>, divisa oggi in due zone. A<strong> ovest</strong> la parte sotto amministrazione <strong>marocchina</strong> e, ad<strong> est</strong>, i territori controllati dal <strong>Polisario</strong> e i <strong>campi profughi</strong> situati nella regione di <strong>Tindouf</strong>, nel cuore del <strong>Sahara algerino</strong>. Per mettere fine a questo conflitto il Marocco propone di conservare "<em><strong>l'integrità territoriale del Reame con la concessione di uno statuto di autonomia a questa parte della regione</strong></em>". <a href="http://myamazighen.files.wordpress.com/2008/10/campipofughisaraha.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1505" title="campipofughisaraha" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2008/10/campipofughisaraha.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Questo piano, considerato dalla parte marocchina come la soluzione <strong>unica </strong>al conflitto del Sahara Occidentale, é stato <strong>rifiutato</strong> dal <strong>Polisario</strong>. I dirigenti di questo fronte rivendicano il diritto del <strong>popolo saharaoui</strong> all'<strong>autodeterminazione</strong>  e chiedono, da anni, un referendum sotto l'egida delle<strong> Nazioni Unite</strong>. Ad oggi nessun inviato speciale é stato mediato dopo l'abbandono di <strong>Peter Van</strong> <strong>Walsum</strong>, qualche mese orsono. Gli appelli ai negoziati si moltiplicano da ogni parte e <strong>l'ONG</strong> <strong>sarahoui</strong> di Difesa dei Diritti dell'Uomo, <strong>Assadeh</strong>, condanna la giustizia <strong>spagnola</strong> per l'arresto e la messa a giudizio dell'anziano responsabile del 'dipartimento della Difesa" del Polisario, <strong>Brahim Ghali</strong>. Questo rappresentante avrebbe dovuto effettuare giovedi' una visita a Siviglia per partecipare ad alcune giornate di studi sul Sahara. E' accusato di <strong>genocidio </strong>per atti compiuti durante il suo mandato come ministro della Difesa del Fronte. In un contesto simile, il 5° round delle negoziazioni, che dovrà svolgersi a breve tra le due parti in lotta,  crea forti <strong>aspettative</strong> nella speranza che dopo 30 anni di guerriglia, con <strong>migliaia di persone</strong> rifugiate in campi profughi in condizioni precarie, si possa arrivare ad una conclusione che  <strong>renda giustizia</strong> ad entrambe le parti. Per chi non conosce a fondo la questione <strong>sarahoui </strong>postero' a breve una cronologia dei principali avvenimenti che hanno, purtroppo, portato all'arresto, alla tortura, alla morte, di migliaia di persone in nome di un territorio, il <strong>Sahara Occidentale</strong>.</p>
<p>Fonts: Le Matin - Aujourd'hui le Maroc</p>
<p>Images: saharalibretorino/saharauiak su flickr.com</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il testamento biologico e la libertà di messimpiega. Ovvero, perchè un parrucchiere cattolico non può rispettare le volontà delle clienti]]></title>
<link>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/?p=939</link>
<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 07:16:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
<guid>http://ilnuovomondodigalatea.de.wordpress.com/2008/10/01/il-testamento-biologico-e-la-liberta-di-messimpiega-ovvero-perche-un-parrucchiere-cattolico-non-puo-rispettare-le-volonta-delle-clienti/</guid>
<description><![CDATA[
Il salone Ricci&amp;Capricci è il parrucchiere storico di Spinola. Il proprietario è David, che, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-940" title="forbice" src="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/files/2008/10/forbice.jpg?w=300" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-family:Georgia,serif;">Il salone <em>Ricci&#38;Capricci</em><span style="font-style:normal;"> è il parrucchiere storico di Spinola. Il proprietario è David, che, al secolo, sarebbe un più prosaico Davide Celegon, ma, al momento di prendere in gestione la rinomata attività di famiglia, ha compiuto due tagli epocali, sacrificando al neolook da giovane imprenditore del settore capelli una imbarazzante cresta similpunk, che portava dai tempi delle superiori, e l'ultima lettera del nome.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-style:normal;">L'arrivo di David, che sostituiva la Rosanna - sua celebre mamma, da tempo immemorabile delegata a prendersi cura di onde e doppie punte di tutte le signore di Spinola - di primo acchito è stato visto, dallo zoccolo duro delle clienti storiche, con molto sospetto, dovuto al tenace permanere, nella nostra società pur moderna, di arcaici pregiudizi. Motivo principe della diffidenza era, infatti, che </span><em>David non xè miga reciòn.</em><span style="font-style:normal;"> Ora, c'è poco da fare: le signore di Spinola son di mentalità aperta e disposte a provar tutto, ma per qualche settimana l'idea di affidare le loro messimpieghe ad un eterosessuale dichiarato – dotato di moglie, tre figli e rinomato perché, dai tempi delle medie, non s'è fatto scappare una delle sciampiste in forza al negozio – ingenerava angoscia. </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-style:normal;">Per ovviare all'inconveniente e mantenere la clientela, David ha investito in un totale rinnovamento del locale. Se ai tempi di mammà entrare nel suo salone ricordava una scena dei </span><em>Peccati di Peyton Place</em><span style="font-style:normal;">, ora pare un set di </span><em>Sex and the City: </em><span style="font-style:normal;">la fila di poltroncine con sopra il casco è stata sostituita da tronetti bianchi di forma ovoidale, che paiono tolti dallo sbaracco dell'</span><em>Enterprise; </em><span style="font-style:normal;">gli specchi non ricoprono più solo la parete, ma qualsiasi cosa sia ricopribile, dato che, dove finisce lo specchio, inizia una intarsiatura a mosaico di vetro specchiato (“Per richiamare la tradizione veneziana del vetro!” ha spiegato il giorno dell'inaugurazione l'art designer del locale, </span></span><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-style:normal;">scelto</span></span><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-style:normal;">, per la tranquillità delle signore,  fra quelli inequivocabilmente gay), il bancone della cassa è diventato una postazione futuribile con computer e schermo a cristalli liquidi, su cui compare l'agenda elettronica per gli appuntamenti e la scheda informatizzata della cliente: qui, con un clic, vengono registrate tutte le varianti possibili, dal numero di colore a quello di doppie punte; o meglio, dovrebbero venirci registrate con un clic: in realtà, data la cronica incapacità di Noemi, l'ultima giovane sciampista del vecchio salone ora promossa da David “addetta alla reception”, vengono segnate come un tempo nelle schedine cartacee, che sono nascoste in uno degli anfratti del bancone modello </span><em>Star Trek</em><span style="font-style:normal;">. Dentro al cassetto, ho verificato buttandoci un'occhiata distratta, sono relegati anche una serie di arredi che facevano parte integrante del vecchio negozio, e che l'art director ha preteso sparissero prima ancora che lui accettasse di fare un sopralluogo nel locale: sono finiti lì, dunque, oltre ad una gondoletta di vetro e una pallocca con Santa Maria Novella di Firenze che se la volti fa cascar la neve, i due crocefissi di plastica (uno modello standard, l'altro preso ad Assisi e copia in miniatura di quello di Cimabue) l'immaginetta di Padre Pio, il ritrattino di Papa Giovanni, il piatto con sopra Woytila benedicente e una cartolina in cui il neoeletto Ratzinger ghigna una cosa che dovrebbe essere un sorriso. David, del resto, si sa, non si perde una messa: ogni domenica è in chiesa, scortato da moglie e pargoli, rigorosamente seduto sul banco a destra della porta; posizione scelta non tanto per umiltà, quanto perché gli offre l'innegabile vantaggio di poter tenere sotto controllo a colpo d'occhio, mentre ascolta la predica, la tenuta di tutte le permanenti fatte il sabato pomeriggio.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-style:normal;">Il mio rapporto con David è conflittuale: lo è quello di tutte le donne con il loro parrucchiere, lo so, ma il mio è aggravato dal fatto che ci conosciamo dai tempi delle medie, e già allora mi tirava i capelli: praticamente un destino. È che io di mio sono tignosetta, soprattutto per quanto riguarda i tagli. David è abituato alle clienti che arrivano lì, sorridono, e gli dicono: “Fai tu.” Io arrivo e gli spiego cosa voglio, magari portando o trovando sulle riviste anche l'immagine di una modella che ha il taglio che desidero, o il colore. Lui, gliene va dato atto, ascolta con compita educazione sorride, annuisce, assicura; poi prende le forbici in mano e fa regolarmente quello che pare a lui.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-style:normal;">Quando riemergo dalla nebbia del phon, inizia la baruffa: “Ti avevo detto che non li volevo così!”</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">“<span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-style:normal;">Sciocchezze, stai divinamente! Ma lo saprò ben io cosa ti dona, no?”</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">“<span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-style:normal;">Sì, ma a me non piace. Sembro un carciofo, non voglio andare in giro così!”</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">“<span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-style:normal;">Sono un professionista. Lascia che la decisione ultima la prenda io.” </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-style:normal;">È una battaglia persa, lo so. </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-style:normal;">Come tutti i cattolici, siano parrucchieri, dottori o cardinali, <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=31967&#38;sez=HOME_INITALIA" target="_blank">ti possono lasciar dire cosa vuoi fare del tuo corpo, ma poi devi adeguarti a quello che vogliono loro</a>.</span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[TESTAMENTO BIOLOGICO monito della Cei]]></title>
<link>http://gfeliziani.wordpress.com/2008/10/01/testamento-biologico-monito-della-cei/</link>
<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 06:40:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>caerebulldogs</dc:creator>
<guid>http://gfeliziani.de.wordpress.com/2008/10/01/testamento-biologico-monito-della-cei/</guid>
<description><![CDATA[Testamento biologico, monito della Cei:
sì a legge su &#8220;fine vita&#8221;, no all&#8217; autode]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3>Testamento biologico, monito della Cei:<br />
sì a legge su "fine vita", no all' autodeterminazione</h3>
<p><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=31967&#38;sez=HOME_INITALIA#"><img title="Giuseppe Betori (foto Roberto Monaldo - LaPresse)" src="http://www.ilmessaggero.it/MsgrNews/HIGH/20080930_ceiok.jpg" border="0" alt="Giuseppe Betori (foto Roberto Monaldo - LaPresse)" width="300" align="left" /> </a></p>
<p>ROMA (30 settembre) - «Preferisco non parlare di testamento biologico ma di legge sul "fine vita"». È quanto ha affermato il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori, illustrando i lavori del Consiglio episcopale permanente che si è tenuto nei giorni scorsi. Betori ha sottolineato come la Cei ritenga che una legge sulla «fine vita» non debba accettare, però, il «principio di autodeterminazione» del paziente, né l'«accanimento terapeutico o abbandono terapeutico».<br />
<strong>Contro principio autodeterminazione.</strong> I vescovi - ha detto Betori - sono favorevoli a dichiarazioni «certe e documentate, ma questa volontà del paziente non deve diventare una decisione». Citando la vicenda di <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=27400&#38;sez=HOME_INITALIA&#38;snw=R">Eluana Englaro</a>, dopo i pronunciamenti giurisprudenziali che stanno aprendo la strada all' interruzione legalizzata delle vite, Betori ha precisato<br />
che «siamo per la salvaguardia del principio del "favor vitae", e non della disponibilità della persona a mettere fine alla propria vita, non siamo per il principio di autodeterminazione, ma per una legislazione che metta in chiaro che non ci devono essere né accanimento terapeutico, né abbandono terapeutico. Ci deve essere attenzione alla volontà della persona, ma la decisione non deve spettare alla persona».</p>
<p>Questo è quanto si legge sul Messaggero di oggi.</p>
<p>Mi domando se la chiesa si può permettere di parlare così pubblicamente e di violare la libertà dell' individuo.</p>
<p>Forse bisognerà morire da soli magari suicidandosi.</p>
<p>Questa è una vera e propria istigazione.</p>
<p>Negli animali che soffrono per loro stendiamo un velo di pietà, orbene io voglio essere almeno come un cane, nulla di più e nulla di meno.</p>
<p>Senza che padroni spirituali interferiscano nelle mie decisioni personali.</p>
<p>Viva la faccia della libertà, ma tu chiesa di certo a me non mi fari schiavo.</p>
<p>Tu chiesa che hai permesso funerali di stato a dittatori sanguinari che si erano macchiati dei più grandi crimini verso l' umanità non permettendo di entrare in chiesa alla salma del grande eroe Welby,</p>
<p>Tu ti permetti di farmi la morale?</p>
<p>Mi vanto di essere scomunicato.</p>
<p>Specie quando penso alle ciabatte, o al collo di ermellino del papà, che poi predica di aiutare il prossimo, di ricordarci della gente che soffre.</p>
<p>Cominciasse lui e tutta la schiera dei suoi dipendenti.</p>
<p>Viva la libertà.</p>
<div id="scid:0767317B-992E-4b12-91E0-4F059A8CECA8:abc4f364-6ecc-429f-9077-6cc2557180af" class="wlWriterSmartContent" style="display:inline;margin:0;padding:0;">Technorati Tag: <a rel="tag" href="http://technorati.com/tags/caerebulldog">caerebulldog</a>,<a rel="tag" href="http://technorati.com/tags/denuncia">denuncia</a>,<a rel="tag" href="http://technorati.com/tags/diario">diario</a>,<a rel="tag" href="http://technorati.com/tags/gfeliziani">gfeliziani</a>,<a rel="tag" href="http://technorati.com/tags/informazione">informazione</a>,<a rel="tag" href="http://technorati.com/tags/pensieri">pensieri</a>,<a rel="tag" href="http://technorati.com/tags/vita">vita</a>,<a rel="tag" href="http://technorati.com/tags/messaggero">messaggero</a>,<a rel="tag" href="http://technorati.com/tags/giornale">giornale</a>,<a rel="tag" href="http://technorati.com/tags/libert%c3%a0">libertà</a>,<a rel="tag" href="http://technorati.com/tags/autodeterminazione">autodeterminazione</a>,<a rel="tag" href="http://technorati.com/tags/testamento%20biologico">testamento biologico</a>,<a rel="tag" href="http://technorati.com/tags/cei">cei</a>,<a rel="tag" href="http://technorati.com/tags/chiesa">chiesa</a>,<a rel="tag" href="http://technorati.com/tags/suicidio">suicidio</a></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Democraticamente rispondendo]]></title>
<link>http://emmedigi.wordpress.com/?p=1028</link>
<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 12:13:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mario</dc:creator>
<guid>http://emmedigi.de.wordpress.com/2008/09/23/democraticamente-rispondendo/</guid>
<description><![CDATA[
Si! è tutto una gran confusione. Partiamo dalla fine:
Democraticamente, le diamo una mano, che dit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-301" title="matrioska" src="http://emmedigi.wordpress.com/files/2008/07/matrioska.jpg" alt="" width="48" height="48" /></p>
<p>Si! è tutto una gran confusione. Partiamo dalla fine:<br />
<strong><span style="color:#333399;"><em>Democraticamente, le diamo una mano, che dite</em>?</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><a title="Permanent Link to Democraticamente parlando" href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2008/09/22/democraticamente-parlando/" target="_blank">Democraticamente parlando</a></strong>: <a href="http://giuliainnocenzi.wordpress.com/" target="_blank">Questa ragazza</a>,   anagraficamente <strong>Giulia Innocenzi</strong>, vorrebbe democraticamente essere una delle candidate democratiche. Sempre democraticamente parlando mi sono permesso di porre delle piccole perplessità sul suo Blog (oggi, se non hai un blog non sei; e io sono?). Questa ragazza molto carinamente e garbatamente mi risponde. Resto sempre ammirato dall'apparire di persone intelligenti nella nostra scena politica, così poco incline; senza presunzioni da parte mia, naturalmente. Le idee sono belle (copio e incollo direttamente dalla sua risposta): Luca Coscioni e Piergiorgio Welby: antiproibizionismo, autodeterminazione e diritti civili; anagrafe pubblica degli eletti per la trasparenza e il controllo dei propri rappresentanti; libera condivisione: nell'abitare, nei mezzi di trasporto, nel software e nell'informazione; informazione sessuale nelle scuole e distribuzione di contraccettivi. Come si può non essere d'accordo? Però Questa ragazza elude quella che doveva essere la domanda: perché una radicale alla guida di un organo del Partito Democratico, ovvero perché un dirigente di un partito a dirigere un altro partito (che nemmeno è una novità)? E' questo l'argomento; vero?<br />
Forse sono troppo vecchio per il nuovo ma prima alcune cose:<br />
Si! non siamo mica gli americani. Non sono certo di gradire un sistema politico bipartito (o questa sorta di dittatura morbida plebiscitaria), anzi credo proprio che non mi piaccia. Credo che per l'Italia sia oggi ancora troppo avanzato un sistema federativo. Finché il Partito non riesce a rappresentare, qui sì democraticamente, le varie istanze dell'area di cui si candida ad essere "rappresentante" parliamo del pranzo di nozze senza la sposa.<br />
Condivido tutte le critiche possibili su questo Partito Democratico. Su come è nato e su come sta crescendo, gracilino e incerto. Non ne faccio parte. Ho spesso stigmatizzato le sue primarie come un passaggio fintamente democratico del tutto gratuito. Forse, e nemmeno ne sono sicuro, condividerei la necessità di un soggetto politico di sinistra che si ponga la questione del governo del paese, si chiami Democratico, Laburista, Progressista, Socialista (ma veramente socialista), Morbidoso o delle Giovani Marmotte o ancora l'accidente che voglia. Si! forse questo mi troverebbe d'accordo. Vorrei un Partito che mi dica cos'è e dove vuole andare e che sia parte dichiarata, attiva e non ritrattabile, del PSE. Che sia portavoce e difensore di quei "valori".<br />
Questo paese ha sicuramente dei debiti, che deve sempre tenere presente, nei confronti degli amici radicali per le battaglie di libertà che hanno sempre portato avanti spesso da soli. Sono abbastanza vecchio per non scordarlo. Però, come avviene sempre in politica, mica ci sono solo quei debiti. E quei debiti non possono che imporre del rispetto e dei doveri morali; nient'altro. Il Partito Radicale ha spesso formato degli ottimi elementi politici molti dei quali sono poi approdati all'interno di altri soggetti politici. L'ultimo rampollo fa ora da portavoce del governo, di questo governo, in tutte le reti compreso il processo di Biscardi.<br />
Già a me, che sono un semplice, mi fa confusione oggi che a rappresentare buona parte delle istanze di sinistra, a protestare, ad opporsi e cercare di fare opposizione, debba essere l'Italia dei Valori e il suo leader o un rispettabile comico. Onestamente non mi sembrano incarnino propriamente e interamente quello che io ho sempre immaginato come soggetto politico di sinistra (di quella sinistra di cui sopra). Tranne che Questa ragazza non si ponga unicamente l'obiettivo di richiamare l'attenzione sulla Democrazia interna al PD e sul concetto generale della Democrazia perché, questo caso, mi vedrebbe del tutto solidale con lei.<br />
Certo questo è solo un blog. Certo Questa ragazza è molto carina e certamente non promette peggio del trovarsi tra i piedi certi Mario Adinolfi qualsiasi (c'è sempre un peggio). Dopo tutto questo e molto altro, che sarebbe troppo lungo aggiungere, resta la domanda delle domande: V<em>uoi tu un soggetto politico guidato da un esponente di un altro soggetto politico</em>? Come se il gatto volesse farsi topo; come se il nero volesse farsi bianco, come se la Lega volesse essere partito politico, come se... Ci aveva già pensato Berlusconi (ricordiamo il Berlusconi industriale + operaio + commerciante + etc.) e prima di lui altri. Attenzione: non parliamo del rappresentante di una coalizione ma del rappresentante di uno dei soggetti di una coalizione che vuole rappresentare l'alleato. Ma forse sì! perché nasconderlo? infondo anch'io vorrei le tette.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[SUDTIROLO, LA TENTAZIONE AUSTRIACA]]></title>
<link>http://guerriglia.wordpress.com/?p=245</link>
<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 15:57:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>guerriglia</dc:creator>
<guid>http://guerriglia.de.wordpress.com/?p=245</guid>
<description><![CDATA[(Repubblica — 02 settembre 2008   pagina 29   sezione: CRONACA)
Tra le Dolomiti, dopo le parole ve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(Repubblica — 02 settembre 2008   pagina 29   sezione: CRONACA)</strong></p>
<p>Tra le Dolomiti, dopo le parole veloci dei cittadini in vacanza, riprende lentamente a fare ordine il silenzio. La serietà della solitudine spazza i pascoli e lucida certi fiori gialli. L’ altra notte, come una sorpresa già in ritardo, in alto è caduta la prima neve. La gente si domanda: sotto i primi fiocchi resterà traccia, quest’ anno, delle idee che l’ estate è solita suggerire per merenda? Per la prima volta, nei rari fienili e nelle ultime stalle di paese, i vecchi nascondono un’ ombra dietro l’ arco della bocca. Si chiedono, qui nelle valli che rimpiangono le certezze ordinate di Maria Teresa, se questo mondo sospeso sia alla vigilia dell’ estinzione. Leggono che l’ Italia del caos, “entro Natale”, sarà federalista. Si guardano negli occhi, ci pensano e non dicono niente. Però sono colpiti. Perché il federalismo annunciato, accantonata la rivendicazione del secessionismo padano, esibisce un modello sorprendente: l’ autonomia speciale del Sudtirolo. <span style="color:#0000ff;"><strong><a href="http://suburbe.wordpress.com/2008/09/04/sudtirolo-la-tentazione-austriaca/" target="_self">leggi il seguito di questo post</a></strong></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SUDTIROLO, LA TENTAZIONE AUSTRIACA]]></title>
<link>http://suburbe.wordpress.com/?p=58</link>
<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 15:50:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>suburbe1</dc:creator>
<guid>http://suburbe.de.wordpress.com/2008/09/04/sudtirolo-la-tentazione-austriaca/</guid>
<description><![CDATA[(Repubblica — 02 settembre 2008   pagina 29   sezione: CRONACA)
Tra le Dolomiti, dopo le parole ve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(Repubblica — 02 settembre 2008   pagina 29   sezione: CRONACA)</strong></p>
<p>Tra le Dolomiti, dopo le parole veloci dei cittadini in vacanza, riprende lentamente a fare ordine il silenzio. La serietà della solitudine spazza i pascoli e lucida certi fiori gialli. L' altra notte, come una sorpresa già in ritardo, in alto è caduta la prima neve. La gente si domanda: sotto i primi fiocchi resterà traccia, quest' anno, delle idee che l' estate è solita suggerire per merenda? Per la prima volta, nei rari fienili e nelle ultime stalle di paese, i vecchi nascondono un' ombra dietro l' arco della bocca. Si chiedono, qui nelle valli che rimpiangono le certezze ordinate di Maria Teresa, se questo mondo sospeso sia alla vigilia dell' estinzione. Leggono che l' Italia del caos, "entro Natale", sarà federalista. Si guardano negli occhi, ci pensano e non dicono niente. Però sono colpiti. Perché il federalismo annunciato, accantonata la rivendicazione del secessionismo padano, esibisce un modello sorprendente: l' autonomia speciale del Sudtirolo. L' ultima frontiera invisibile del Novecento, scavata dalla guerra e dalle deportazioni, si scopre reliquia politica alla deriva, ma da esibire ad un popolo orfano della propria fede civile. Per questo, qualche giorno fa, il ministro Calderoli è simbolicamente salito a Falzes, in val Pusteria. Nel maso di Luis Durnwalder, unico governatore contadino dell' Europa occidentale ad essere democraticamente al potere da 35 anni, ha stretto un patto. Roma promette di non toccare i fondi che consentono al Sudtirolo di essere la provincia più ricca d' Italia, la quarta del continente. In cambio la Sudtiroler Volkspartei, partito di raccolta del gruppo linguistico tedesco, concederà a Bossi l' evocazione della propria immagine popolare di ideale "filiale meridionale" della Csu bavarese e dell' Oevp tirolese. Favorirà poi l' elezione del primo consigliere provinciale della Lega e, a costo zero, solleverà lo Stato italiano dagli ultimi compiti conservati nel territorio sottratto all' Austria 90 anni fa. Questo cedimento ad un' "indipendenza silenziosa" si fonda su un equivoco esplosivo, riassunto nello slogan della storica pasionaria dell' autodeterminazione, Eva Klotz: "Sud-Tirol ist nicht Italien", ossia "l' Alto Adige non è Italia". L' affermazione, fatta stampare su migliaia di adesivi bianchi e rossi, ribadisce il rifiuto di una patria sentita straniera. Rivela però, per opposizione, anche un concetto nuovo: Italien ist nicht Sud-Tirol, cioè "l' Italia non è l' Alto Adige". Qui, prima di andare alle urne a fine ottobre, resta molto da fare. Ci sono da raccogliere le mele e l' uva, da far scendere le vacche dalle malghe, da preparare piste e hotel per la stagione dello sci. Una montagna d' oro che, come mai prima, non lascia tranquilli né il gruppo tedesco, né quello italiano, né quello ladino. La ragione è semplice. Se l' Italia che aspira al federalismo si illude di poter diventare come il Sudtirolo, i casi sono tre: o perde qualcosa il Paese, o la Provincia, oppure entrambi. «L' autonomia sudtirolese - dice Francesco Palermo, direttore dell' Istituto per il federalismo dell' Accademia europea di Bolzano - può essere un esempio di pacificazione di uno scontro etnico, non un modello. È un accordo di pace, non applicabile altrove e con un limite: non può autoriformarsi perché la divisione etnica è l' essenza del sistema. Per il dopo-conflitto non c' è prospettiva di piena democrazia». Fatti i conti, emerge anche il limite finanziario. La Provincia di Bolzano, per 487 mila abitanti, ha un bilancio annuo di 5,5 miliardi di euro. La spesa pubblica totale supera i 12 miliardi, i dipendenti sono quasi 40 mila. In Sudtirolo, tra denaro e funzioni, rientra da Roma il 114% del gettito fiscale. «Finanziare uno sviluppo pacifico - dice il giurista Antonio Lampis - costa comunque meno che arginare una guerra indipendentista armando polizia ed esercito». Secondo uno studio dell' Università di Bolzano il problema è che l' Italia, oggi, non può permettersi più di tre "sudtiroli": e le regioni a statuto speciale, oltre alla Provincia autonoma di Trento, sono già quattro. Tra le Dolomiti cresce dunque l' allarme. Non solo per l' impraticabilità finanziaria del federalismo fiscale prospettato, destinato a non potersi permettere "specialità più speciali" nemmeno regionalizzando l' Irpef. In Trentino, per la prima volta, Bossi è riuscito a imporre a Berlusconi un proprio esponente quale candidato alla presidenza. A spaventare è allora la consapevolezza che la Lega, facendo del Sudtirolo un modello nazionale, abbia in realtà le idee molto chiare. «Se per il federalismo italiano all' altoatesina non ci sono i soldi - dice lo storico Giorgio Delle Donne - non resta che lo scontro etnico». Fino a poco tempo fa lo spettro di un' altra stagione delle bombe sembrava imprigionato nel passato. Tedeschi e italiani, in Sudtirolo, soffrono per indigestione, o per fame, ma del medesimo potere. Non più per nostalgia di Heimat, o di patria. «Il muro resta - dice Guenther Pallaver, docente di scienze politiche all' Università di Innsbruck - tutto è diviso, dall' asilo alla casa di riposo. La gente, per denaro, è costretta a fingere di rianimare un cadavere di cui vorrebbe disfarsi». Nelle valli alpine, come nel resto d' Italia e d' Europa, è comparso però un inatteso "nemico alle porte": gli immigrati. In provincia di Bolzano sono oltre 34 mila, il 7,6% dei residenti, quasi il doppio dei ladini. Senza di loro, turismo, agricoltura, famiglie e perfino i "masi chiusi", scoppierebbero. Hanno però bisogno di case, asili, scuole, ospedali, moschee. Un cortocircuito. Lega sudtirolese e destra xenofoba di lingua tedesca hanno compreso di poter archiviare la transmillenaria "recita di Bolzano", di avere finalmente tra le mani l' immagine mitologica capace di evocare il nuovo "invasore del Duemila". «Nasce così - dice il direttore del quotidiano progressista Tageszeitung, Arnold Tribus - il pericoloso e inedito autonomismo razzista. Fa leva su un mix di fondamentalismo cattolico ed estremismo politico di matrice fascista. È un vento che, dalle Alpi centrali, spira ormai tra la Baviera e la pianura padana». Sul piano nazionale il pericolo della montante "specialità razziale" altoatesina, sprovvista del calmante finanziario, viene tradotta nel «federalismo fiscale su base territoriale». «Bossi e Calderoli - dice Riccardo Dello Sbarba, leader di mistilingui e interetnici di lingua italiana - illudono le altre regioni di potersi trasformare in tanti piccoli e ricchissimi sudtiroli. Equiparano gli immigrati di oggi agli occupanti italiani del Ventennio fascista. Se c' è uno straniero che preme e minaccia un' identità, si può costruire una paura. L' insicurezza produce uno scontro culturale e il conflitto etnico giustifica una richiesta di autonomia. Hanno capito che federalismo, con il tempo, può significare indipendenza dallo Stato: e che "territorio" diventa un sinonimo presentabile di "esclusione etnica" come difesa dei privilegi economici acquisiti». Sudanesi e somali che sbarcano sulle carrette del mare non lo sanno. Sono però loro, tra il Brennero e Lampedusa, gli strumenti psicologici sommersi usati per accreditare vecchie autonomie belliche, pagate a peso d' oro, e nuovi federalismi fiscali privi di copertura finanziaria. Per questo, a due mesi dal primo esame elettorale locale del riedito berlusconismo leghista, le due uniche Province del nord governate dal centrosinistra autonomista sono inquiete. Il Sudtirolo, con il Trentino, assiste al tentativo di padanizzazione. Rilegge così la propria storia e apprende l' unica lezione autentica dei suoi 60 anni di progressivo autogoverno: lo scontro etnico, lo spettro dello straniero, sono necessari per far accettare la chiusura di un mondo e la creazione di una identità minoritaria; tale sacrificio, la condanna a sentirsi diversi e a vivere come estranei, è tollerabile però solo se un fiume di denaro soffoca l' esigenza di vivere liberi. «Il problema - dice lo scrittore Joseph Zoderer - è che il federalismo italiano non nasce da una vocazione all' autogoverno, o da una tradizione di decentramento. È la risposta all' impreparazione a gestire le migrazioni globali. Un espediente governativo per scaricare sulle regioni la crisi economica dello Stato». Il Sudtirolo è così lo specchio, non il modello, dell' aggiornata fuga del Nord dalla nazione. Tedeschi e ladini non temono più assorbimento linguistico e assimilazione identitaria. Gli italiani, minoranza al servizio di un' altra minoranza, hanno imparato ad apprezzare il "malessere" che genera il record europeo di reddito pro capite. Ormai tutti si svegliano autonomisti: non più in omaggio alle radici austriache, ma per timore di perdere ricchezza. «Per il nuovo sudtirolese - continua Zoderer - l' Italia di Berlusconi è un problema. L' economia frena e i finanziamenti calano. Autonomia per tutti significa depotenziare il valore originario di una specialità per chiudere il rubinetto dei soldi. Il messaggio è: "Regolatevi da soli per le tasse e chi può, si salvi". Una terra come questa, di mentalità germanica ma ormai con debiti latini, teme il caos, l' esplosione di micro-conflitti razziali nazionali, la bancarotta dello Stato». Una simile ridefinizione interna dell' autonomismo sortisce due effetti. Riesuma le gabbie etniche, figlie del nazi-fascismo e sorelle della Guerra Fredda. Fonde sudtirolesi e altoatesini in un popolo solo, per la prima volta ideologicamente unito dalla tentazione comune dell' autodeterminazione. Non per ricongiungersi sentimentalmente all' Austria. Semplicemente per opportunità fiscale, per «scappare da un' Italia che non sta più in piedi», per rientrare in un territorio dove le tasse non superano il 25%. Tutti i partiti tedeschi, Svp a parte, vanno a caccia di voti a destra invocando il referendum sull' autodeterminazione. Tutti i partiti italiani guadagnano consensi sostenendo gli «interessi autonomisti della minoranza nazionale»: proponendosi però come partner di governo del partito che tutela solo gli interessi del gruppo che invoca la tutela di Vienna e l' intervento di Innsbruck. «Sarò l' ultimo - dice il presidente Durnwalder - a richiedere l' autodeterminazione. Ma se Roma non potesse più rispettare gli accordi internazionali sul Sudtirolo sarò il primo». Una moderazione costosa. Alle elezioni di aprile l' Svp ha perso dieci punti. Per la prima volta è scesa sotto il 50%. Pressata dalla destra dei Freiheitlichen, ispirati da Haider, rischia la storica maggioranza assoluta anche alle provinciali. «Un finimondo - dice il direttore del potente quotidiano Dolomiten, Toni Ebner - il partito dei sudtirolesi non sarà più l' unico interlocutore dell' Austria, che resta potenza tutrice». «Solo un sintomo di democrazia - dice invece Paul Renner, teologo e isolata voce critica della chiesa locale - la sconfitta dell' autoritarismo del potere provinciale e la vittoria della gente che chiede di partecipare alle scelte». La crisi dell' autonomia etnica, squassata da un federalismo xenofobo, anti-fisco e anti-patriottico, produrrebbe l' ennesimo paradosso di confine: l' avanzata della destra tedesca, che promette «l' addio all' Italia in fallimento», renderà per la prima volta indispensabile il sostegno in consiglio degli odiati «partiti nazionalisti italiani». Fino a oggi l' Svp, dopo la dissoluzione della Dc e per simpatia verso Romano Prodi, ha sempre guardato prima a sinistra. L' italianizzazione violenta del fascismo, le Opzioni del 1939, restano «una ferita curabile, ma non guaribile». «Ma anche i tedeschi - dice il leader di An, Alessandro Urzì - è ora che imparino due princìpi: al governo va chi vince le elezioni, non chi le perde; autonomia significa condivisione alla pari delle opportunità, non concessione degli avanzi del pranzo». Lo slogan è chiaro: «Mai più secondi a nessuno». Fa leva sul cosiddetto «disagio degli italiani» per prospettare un Sudtirolo in cui figli e nipoti della colonizzazione mussoliniana possano tornare a comandare. «Una malattia - dice Durnwalder - immaginaria. La forza della nostra autonomia è l' essere riuscita a portare vantaggi per tutti. È chiaro però che, se il federalismo nazionale diviene legge, le cose cambiano. Chiederemo di poter differenziare la pressione fiscale anche dentro le regioni. Se non tocco il gettito complessivo di un territorio, devo poter decidere chi e dove paga di più, o di meno. Per ripopolare una valle, o per sviluppare una zona rimasta indietro». Imposte, o sgravi, villaggio per villaggio. Un processo di frantumazione nazionale ormai travolgente. «Mi ricorda - dice Pius Leitner, Obmann dei Freiheitlichen - la fine della Ddr. Quando Mosca ha chiuso il rubinetto, hanno abbattuto il Muro di Berlino. Il Sudtirolo, appena Roma inizierà a licenziare gli impiegati statali, rischia di essere travolto dalla crisi italiana. Il 23% vive sotto la soglia di povertà relativa, il 38% dei sussidi provinciali finisce agli immigrati, nelle scuole si parla arabo. Ormai sono gli italiani, prima ancora di noi tedeschi, a volere l' indipendenza». Gli argomenti della crescente spinta all' autodeterminazione, non pescano più nel linguaggio del terrorismo sudtirolese. Attingono al vocabolario del populismo classico: basta negri, basta tasse, via la casta, basta sprechi. Lo stipendio di Durnwalder, 25.600 euro al mese rispetto ai 19.300 della cancelliera germanica Angela Merkel, è diventato il simbolo della protesta. «Questo sistema - dice Carlo Willeit, anima storica dei ladini gardenesi - è ormai come Oetzi: mummificato, ridotto a un colossale affare di palazzo. È comprensibile che la Lega provi a estenderlo al resto del Nord: ma è naturale che qui, quando il Meridione farà saltare la cassa, si riprenda la strada che porta oltre il Brennero». Un problema che, segnalato dal dipartimento di Stato Usa, agita già sia Roma che Bruxelles. I partiti tedeschi del Sudtirolo, da sempre, sostengono il diritto all' autodeterminazione dei popoli. Il Dalai Lama a Bolzano è di casa. In primavera hanno difeso l' indipendenza del Kosovo. Oggi si schierano a favore della secessione di Abkhazia e Ossezia del Sud, russofone, dalla Georgia. «Sul Caucaso - dice Eva Klotz - concordiamo con Durnwalder: la volontà della gente viene prima degli interessi di Tbilisi». Il timore è che un federalismo italiano squattrinato, nel nuovo contesto di alta tensione occidentale, non moltiplichi solidarietà nazionale, ma conflittualità interna, disgregazione pubblica, odio razziale e spinte centrifughe. «Nessuno - dice un importante diplomatico di Vienna - perdonerebbe all' Italia la responsabilità di un' instabilità etnica nel cuore della Ue». L' idea di un' euroregione alpina indipendente, pantirolese, però si fa strada. Modelli: Lichtenstein e Lussemburgo. «Tra pochi mesi - dice Paul Bacher, comandante dei 5 mila Schuetzen sudtirolesi - festeggeremo i 200 anni dall' insurrezione di Andreas Hofer. Possiamo dire di aver vinto: il Sudtirolo non è diventato terra di un' Italia che ritorna fascista, resta cattolico e l' autodeterminazione si fa più vicina». I sondaggi sostengono che, in caso di referendum, un paio di mesi di propaganda assegnerebbero la vittoria al "Loss von Rom". «Quel giorno nemmeno Bossi - dice un noto banchiere bolzanino - potrebbe più evitare che il federalismo privo di fondi degeneri nel distacco di tutto il Nord dal Paese». L' effetto-Lega, che ha rinvigorito l' intolleranza culturale anche nella destra dell' Svp, si limita per ora a dibattiti più goliardici. Per tre mesi ha sollevato la gente contro l' opera di Martin Kippenberger, esposta nel nuovo museo d' arte contemporanea di Bolzano. Una rana in croce che regge un boccale di birra, autoritratto dell' artista. Scandalo: manifestazioni, digiuni, preghiere, esposti, invocazioni al papa in ferie a Bressanone, epistole dal Vaticano, condanne ministeriali, minacce di dimissioni. La libertà dell' arte sembrava fuori discussione. Fino a l' altro giorno. La Provincia ha ordinato, invano, di rimuovere il rospo crocifisso. Dovere di propaganda. Ma non solo. Anche il Sudtirolo all' italiana, ormai, lo sa: non c' è più autonomia che non possa essere toccata.</p>
<p>(giampaolo visetti)</p>
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<title><![CDATA[Promoveatur ut amoveatur.........]]></title>
<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=1813</link>
<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 11:35:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>aimbriano</dc:creator>
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la festa dei giovani organizzata in autonomia il 27 agosto 2008 a Sant
Forse perchè scottato da un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2 class="date-header">
[caption id="attachment_1824" align="aligncenter" width="300" caption="la festa dei giovani organizzata in autonomia il 27 agosto 2008 a Sant"]<a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/09/dscf0178.jpg"><img class="size-medium wp-image-1824" src="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/files/2008/09/dscf0178.jpg?w=300" alt="la festa dei giovani organizzata in autonomia il 27 agosto 2008 a Sant'Angelo dei Lombardi" width="300" height="225" /></a>[/caption]
<p>Forse perchè scottato da una precedente esperienza, da qualche tempo mi ossessiona questo pensiero: per chi non conosce il latino la traduzione letterale è la seguente: 'sia promosso purchè sia rimosso'.</h2>
<div class="post hentry">
<div class="post-body entry-content">
<div>Ed allora:</div>
<div>paradossi, assertività, imput subliminali, spunti deliranti di tipo maniacale pittosto che persecutorio o di riferimento, ironia, enigmi, parole dialettali, parole latine (spero mai inglesi), ricordi, fantasie, emozioni, rabbia, fiducia, speranza, utopia, realismo, pasta e ceci, aglianico del Taburno, feste, giovani, blog, poeti, scrittori, idiozia, imbecillità, buona fede, mala fede, caldo, sudore, spazzatura, vento, formicoso, movimento, autonomia, autodeterminazione, giovani, vecchi, morti, piazze, cantieri, scavi archeologici, il goleto, blog, comunità, provvisorie o meno, amici, nemici, invidia, cattiveria, disperazione, futuro, irpinia d'oriente, irpinia punto e basta, irpinia col sannio, partito democratico, sindaci, assessori, consiglieri comunali, mancati sindaci, de mita, mario sena, rosanna repole, gaetano sicuranza, onorevole de luca, onorevole iannaccone, berlusconi, bassolino, vinicio capossella, elda, angelo, enzo, michele, giuseppe, gerardo, nanosecondo, marco del bar, marco da milano, marco da pioltello, rosalia, morte, vita, fotografie, giornali, cronisti, edicole, malati sani, sani malati, omosessuali, intellettuali, intellettualoidi, sammy, magnum, targhe, cartelli, adesivi, manifestini, bar, nastro adesivo, piazza, fuossi, cantiere, agosto, settembre.............<!--more--></div>
<div>Che strano effetto rientrare per qualche giorno in Brianza; sarò di nuovo in Irpinia giovedì sera; ma forse prima di ripartire devo liberarmi di questa ossessione: 'promoveatur ut amoveatur': è il mio terrore. Che quando qualcuno condivide qualcosa che scrivo o dico in realtà mi sta 'mettendo 'via', mi sta 'rimuovendo'! Per fortuna che c'è Sammy.....</div>
<div>Ecco, credo che il mio modo di comunicare, parlando o scrivendo, vuole assolutamente evitare l'applauso.... Non è quello che cerco! Non conta l'immagine: è quella che si applaude...</div>
<div>Conta la sostanza! E' ora che conti la sostanza in Irpinia, nel Sannio, in Campania, in tutta Italia, in tutta Europa, in tutto il modo! La Gente soffre, la Gente non sta bene in questa società d'immagine.</div>
<div>E la mia sostanza è che finalmente le coscienze si liberino, sotto il profilo della socialità!</div>
<div>Questo è il vero, profondo significato, per me, della parola AUTONOMIA (AUTODETERMINAZIONE). Poi finalmente, LIBERO, ognuno andrà nella direzione che gli pare, scegliendosela però, e non seguendo una direzione già tracciata da chi non ha capito ancora un cazzo del significato della democrazia, o l'ha capito benissimo, però ha il suo orto, grande o piccolo che sia, da coltivare!</div>
<div><span style="font-size:78%;color:#993300;"><em><span style="font-size:x-small;">Antonio IMBRIANO</span></em></span></div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Parlando di guerra fredda. Ma fredda dove?]]></title>
<link>http://paz83.wordpress.com/?p=600</link>
<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 16:09:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>paz83</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 

Obama vuole un paese migliore di come lo ha lasciato Bush, dice che anche gli americani lo voglio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&#62; Normal   0   14         false   false   false                             MicrosoftInternetExplorer4 &#60;![endif]--><!--[if gte mso 9]&#62; &#60;![endif]--><!--  --><!--[if gte mso 10]&#62; &#60;!   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} --> <!--[endif]--></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://img142.imageshack.us/img142/9163/cubettilg4.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p>Obama <a href="http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/esteri/denver-convention/obama-parla/obama-parla.html" target="_blank">vuole un paese migliore di come lo ha lasciato Bush</a>, dice che anche gli americani lo vogliono. Secondo me, e dico secondo me, bisognerebbe provare a sentire cosa vogliono Iracheni, Afghani e via dicendo. Secondo me anche loro vogliono un paese migliore di come lo ha lasciato Bush. Voi che dite? Sempre restando in ambito di politica estera; sento parlare di guerra fredda. Dico che sento, perché alla conta dei fatti quello che vedo non mi pare uno scenario da guerra fredda, almeno non dalla caduta del muro ad oggi. Anzi, mi sembra che il clima sia abbastanza caldo. Di freddo per ora non ho visto nulla, nemmeno i fatti ossezi mi sembran freddi. A dire il vero nemmeno la guerra fredda era fredda. Pensiamo a tutti gli scontri bellici durante il suo periodo storico, portati avanti dalle varie fazioni o chi per loro. L'unica cosa che mi porta a presumere la prossima tensione tra Russia e occidente come fredda sarà per via dei riscaldamenti spenti, ipoteticamente causa rubinetti chiusi dall'alto della Duma. Quella sarà, presumibilmente, l'unica cosa ad avere a che fare col freddo.</p>
<p>Da poco prima della caduta del muro ad oggi, calcolando che ne ho tralasciate alcune:</p>
<ul type="disc">
<li><strong>Birmania-Karen 30 mila morti dal 1988</strong></li>
<li><strong>India-Kashmir 90 mila morti dal 1989</strong></li>
<li><strong>Prima guerra del golfo 1990</strong></li>
<li><span style="color:#ff0000;"><strong>Georgia-Ossezia 2.800 morti dal 1991</strong></span></li>
<li><strong>Algeria 150 mila morti dal 1991</strong></li>
<li><strong>Somalia 500 mila morti dal 1991</strong></li>
<li><span style="color:#ff0000;"><strong>Georgia-Abkhazia 28 mila morti dal      1992</strong></span></li>
<li><span style="color:#0000ff;"><strong>Russia-Cecenia 250 mila morti dal 1994</strong></span></li>
<li><strong>Ciad 50 mila morti dal 1996</strong></li>
<li><strong>Congo R.D. 4 milioni di morti dal 1998</strong></li>
<li><strong>Nigeria 11 mila morti dal 1999</strong></li>
<li><strong>Israele-Palestina 5 mila morti dal      2000</strong></li>
<li><span style="color:#0000ff;"><strong>Afghanistan 25 mila morti dal 2001</strong></span></li>
<li><strong>Costa d'Avorio 5 mila morti dal 2002</strong></li>
<li><strong>Iraq 80 mila morti dal 2003</strong></li>
<li><strong>Sudan-Darfur 250 mila morti dal 2003 </strong></li>
<li><strong>Rep.Centrafricana 2 mila morti dal      2003</strong></li>
<li><strong>Seconda guerra del golfo 2003 tra le      150.000 e oltre 400.000 (non si è ancora in grado di fare una stima      veritiera).</strong></li>
<li><strong>Haiti 1.500 morti dal 2004</strong></li>
<li><strong>Thailandia-Sud 2 mila morti dal 2004</strong></li>
<li><strong>Pakistan-Waziristan 3 mila dal 2004</strong></li>
<li><strong>Pakistan-Balucistan 450 morti dal 2005</strong></li>
<li><strong>Libano 1.200 dal 2006</strong></li>
<li><span style="color:#ff0000;"><strong>Georgia-Ossezia 2008</strong></span></li>
<li><span style="color:#800000;"><strong>Ipotetica ripresa della guerra Fredda:      Bah, sarà così...intanto consiglio ai contendenti un bel polaretto nel...freddo,      quello si.</strong></span></li>
</ul>
<p><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elenco_delle_guerre" target="_blank">Elenco delle guerre, tutte</a></strong></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Ovviamente le stime riportate non sono corrette, ma indicative. In alcuni casi non aggiornate. Cosa per altro ardua persino per gli osservatori internazionali. Ad esempio in Afghanistan o in Iraq, zone in cui il conflitto prosegue, è molto difficile fare delle stime anche sommarie. In guerra, io credo, è sempre difficile capire chi e quanti sono, purtroppo caduti. L'unica certezza è che sono sempre troppi.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[«Care Nazioni Unite,  l’autodeterminazione vale anche per noi»]]></title>
<link>http://meteorch.wordpress.com/?p=54</link>
<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 13:32:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>meteorch</dc:creator>
<guid>http://meteorch.de.wordpress.com/2008/08/27/%c2%abcare-nazioni-unite-l%e2%80%99autodeterminazione-vale-anche-per-noi%c2%bb/</guid>
<description><![CDATA[«Il Governo della Repubblica Malu Entu nella pienezza dei suoi poteri, chiede a questo congresso e ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>«Il Governo della Repubblica Malu Entu nella pienezza dei suoi poteri, chiede a questo congresso e a tutti i suoi componenti, anche in forma individuale dagli stati che lo compongono, che nello spirito della Carta di San Francisco, firmata il 26 giugno 1945, ed entrata in vigore il 24 Ottobre 1945 - statuto, che noi «Governo della Repubblica Malu Entu» accettiamo nella sua interezza, di essere ammessi e difesi da ogni atto ostile che avvenga contro il nostro popolo, in particolare ci rivolgiamo all'Italia, a che rispetti lo spirito della Legge N 848 del 17 agosto 1957; legge che rettifica e fa proprio il concetto della carta di San Francisco.Rendiamo noto che il Nostro Governo, ha deliberato il 04 Luglio 1978 in forma unilaterale l'Indipendenza statuale della Repubblica Malu Entu. Oggi in forma ufficiale, inoltriamo la richiesta della Repubblica di essere accolta e difesa dall'ONU.Precisiamo che nel formalizzare questa richiesta, abbiamo deliberato il limite delle Nostre acque territoriali in tre miglia marine dalle nostre coste - ribadendo alle Nazioni Unite la richiesta di aiuto nel caso di ogni violazione e oppressione che avvenga contro il popolo e l'integrità territoriale della nostra Repubblica; in particolare la violazione degli articoli 1-2-4-55 in forma integrale dello Statuto dell'Onu. Aiutandoci e rappresentandoci presso il Tribunale Internazionale, contro ogni violazione e oppressione che avvenga contro di noi. Questa richiesta: Viene inoltrata a tutti gli stati facenti parte delle Nazioni Unite, in forma bilaterale, proseguiamo descrivendo la nostra bandiera, e la morfologia territoriale della nostra repubblica Malu Entu». <br><br>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286039</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[l'attesa]]></title>
<link>http://doro0tea.wordpress.com/?p=460</link>
<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 22:45:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>doro</dc:creator>
<guid>http://doro0tea.de.wordpress.com/2008/08/20/lattesa/</guid>
<description><![CDATA[Angel
Ron Mueck, 1997


Atonement studies (pannello 3)
Jenny Saville, 2005-2006
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><img class="size-medium wp-image-467 alignright" style="margin-top:5px;margin-bottom:5px;" src="http://doro0tea.wordpress.com/files/2008/08/angel_ron-mueck_edited3.jpg?w=216" alt="" width="216" height="300" /><em>Angel</em><br />
<span style="color:#000000;"><strong><a title="ron mueck" href="http://paintalicious.org/2007/09/14/ron-mueck-hyper-realist-sculptor/" target="_blank">Ron Mueck</a></strong></span>, 1997</p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:left;"><img class="alignnone size-full wp-image-463" src="http://doro0tea.wordpress.com/files/2008/08/atonement-studies-3_jenny-saville_edited.jpg" alt="" width="450" height="330" /><em></em></p>
<p style="text-align:left;"><em>Atonement studies</em> (pannello 3)<br />
<strong><a title="jenny saville" href="http://www.gagosian.com/artists/jenny-saville" target="_blank">Jenny Saville</a></strong>, 2005-2006</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'étranger]]></title>
<link>http://vincenzocali.wordpress.com/?p=412</link>
<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 22:31:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>vincenzocali</dc:creator>
<guid>http://vincenzocali.de.wordpress.com/2008/08/19/letranger/</guid>
<description><![CDATA[In Sudtirolo c&#8217;è qualcuno che discute di autodeterminazione e indipendenza. Non ho ancora ca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://vincenzocali.files.wordpress.com/2008/08/culo-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-415 alignleft" src="http://vincenzocali.wordpress.com/files/2008/08/culo-1.jpg?w=300" alt="" width="270" height="210" /></a>In Sudtirolo c'è qualcuno che discute di autodeterminazione e <a href="http://superciuk2008.wordpress.com/2008/08/18/chi-vota-per-lautodeterminazione/" target="_blank">indipendenza</a>. Non ho ancora capito bene (devo approfondire) chi sta da una parte e chi dall'altra, chi è di destra e chi di sinistra, chi scherza e chi fa sul serio, chi è tedesco e chi italiano, chi sudtirolese e chi altoatesino, però le discussioni sono argute e sul filo dell'<a href="http://segnavia.wordpress.com/2008/08/18/ontologia-del-sudtirolo/">ironia</a>. Da quelle parti, anche se pare di capire che il clima politico sia asfittico (ehm) come da noi, le intelligenze lavorano.<br />
Pare esista un'organizzazione chiamata <a href="http://www.brennerbasisdemokratie.eu/" target="_blank">Brennerbasisdemokratie</a> (<em>think tank</em> per un Sudtirolo postetnico ed indipendente), il cui manifesto <a href="http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?page_id=183" target="_blank">suona così</a>.<br />
Al think tank aderiva un certo <em><a href="http://segnavia.wordpress.com/selbstportrait-autoritratto/" target="_blank">étranger</a></em> (infatti è livornese), che però da qualche tempo se n'è allontanato. In compenso pare ci sia stata l'adesione di <em><a href="http://superciuk2008.wordpress.com/" target="_blank">Superciuk</a>.</em> E nella combriccola, non so con quale ruolo, forse bazzica anche un <a href="http://oscarferrari.wordpress.com/" target="_blank">cantautore demenzialprogressista</a>, il quale ha conoscenze <a href="http://xeena.wordpress.com/">interessanti</a>.<br />
(<em>la foto qui sopra, prelevata dal blog dell'étranger senza permesso, simboleggia la nostra vicinanza al dibattito bolzanino, per ovvie ragioni</em>).</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lezioni d'italiano]]></title>
<link>http://mondopiccolo.wordpress.com/?p=288</link>
<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 15:38:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>ringo83</dc:creator>
<guid>http://mondopiccolo.de.wordpress.com/2008/07/24/lezioni-ditaliano/</guid>
<description><![CDATA[Il socio è tornato dalle vacanze. O almeno suppongo. Ed è una gran bella cosa, se poi scrive un po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il socio è tornato dalle vacanze. O almeno suppongo. Ed è una gran bella cosa, se poi scrive <a href="http://ne0quidnimis.blogspot.com/2008/07/schiava-di-roma.html" target="_blank">un post come questo</a>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[EVENTI|Tribunale Permanente dei Popoli, al via l'udienza deliberante di Bogotà]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/?p=196</link>
<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 08:39:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
<guid>http://skapegoat.de.wordpress.com/2008/07/16/eventitribunale-permanente-dei-popoli-al-via-ludienza-deliberante-di-bogota/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;udienza sarà preceduta dalla sua quinta fase istruttoria relativa allo sterminio storico de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3><img src="/DOCUME%7E1/simooo/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot.jpg" alt="" /><img src="/DOCUME%7E1/simooo/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-1.jpg" alt="" /><img src="/DOCUME%7E1/simooo/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-2.jpg" alt="" /><span style="color:#000080;">L'udienza sarà preceduta dalla sua quinta fase istruttoria relativa allo sterminio storico delle popolazioni indigene colombiane</span></h3>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin-left:5px;margin-right:5px;" src="http://www.internazionaleleliobasso.it/public/foto/afiche-audiencia-final-2.jpg" alt="" width="150" height="105" /></p>
<p style="text-align:justify;">A due anni dall'indagine sull'intervento delle imprese transnazionali nei diversi campi di estrazione delle risorse naturali dello Stato colombiano e sugli impatti che tali attività hanno sui diritti dei popoli in Colombia, il <strong>Tribunale Permanente dei Popoli</strong> <strong>(TPP), </strong>tribunale di opinione della <a href="http://www.internazionaleleliobasso.it/index.php?newsid=377">Fondazione Basso - Sezione internazionale</a>,<strong> </strong>realizzerà l'udienza deliberante <strong>dal 21 al 23 luglio 2008 </strong>nella città di <strong>Bogotà.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">L'udienza sarà preceduta dalla sua quinta fase istruttoria relativa allo sterminio storico delle popolazioni indigene colombiane e si realizzerà presso il territorio protetto degli indigeni Kankuamo, in Sierra Nevada de Santa Marta.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel corso dell'udienza saranno chiamate a giudizio numerose imprese transnazionali e i loro Paesi di appartenenza, gli organi di governo dello Stato colombiano e gli organismi finanziari internazionali per determinarne le responsabilità nei casi di violazioni del diritto alla vita, alla dignità e alla salute; del diritto all'autodeterminazione culturale, economica, politica e sociale; del diritto alla sovranità e alla sicurezza alimentare; del diritto alla terra; del diritto a un ambiente sano; del diritto all'accesso ai servizi essenziali; del diritto dei popoli indigeni e dei lavoratori.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--><br />
La giuria, presieduta da <strong>Adolfo Pérez Esquivel</strong>, Premio Nobel per la Pace, sarà composta da personalità di rilievo internazionale appartenenti al campo giuridico e sociale: <strong>Philippe Texier</strong>, magistrato; <strong>Dalmo de Abreu Dallari</strong>, Professore titolare della facoltà di Diritto presso l'Università di San Paolo, membro della Commissione internazionale dei giuristi; <strong>Vilma</strong> <strong>Núñez de Escorcia</strong>, avvocato e presidente del Centro Nicaraguese dei Diritti Umani (CENIDH); <strong>Marcelo Ferreira</strong>, Professore della Cattedra di Diritti Umani della Facoltà di Filosofia e della Facoltà di Diritto dell'Università di Buenos Aires; <strong>François Houtart</strong>, direttore del Centre Tricontinental (CETRI); <strong>Franco Ippolito</strong>, consigliere della Corte di Cassazione ed ex presidente di Magistratura democratica; <strong>Miguel Palacín</strong>, Coordinatore Generale del Coordinamento Andino delle Organizzazioni Indígene (CAOI); <strong>Antonio Pigrau Solé</strong>, Professore di Diritto Internazionale Pubblico presso l'Università Rovira e Virgili di Tarragona; <strong>Bruno George Rütsche</strong>, promotore del Programa Svizzero per la Promozione della Pace in Colombia (SUIPPCOL); <strong>Gianni Tognoni</strong>, Segretario generale del TPP, medico e direttore dell'Istituto Mario Negri Sud.</p>
<p style="text-align:justify;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Democrazia, autodeterminazione, ipocrisia]]></title>
<link>http://apatosauro.wordpress.com/?p=28</link>
<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 11:21:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>apatosauro</dc:creator>
<guid>http://apatosauro.de.wordpress.com/2008/07/05/democrazia-autodeterminazione-ipocrisia/</guid>
<description><![CDATA[Nessuna norma può essere imposta senza il consenso della maggioranza. Se tale consenso viene meno l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nessuna norma può essere imposta senza il consenso della maggioranza. Se tale consenso viene meno la norma deve essere riesaminata e se necessario soppressa. Mentre sono in vigore le norme valgono in maniera identica in ogni occasione per ogni soggetto.</em></p>
<p>Non esistono norme giuste, necessarie, perfette, autoevidenti, sacre, divine, vere. Di conseguenza in democrazia non esiste nessuna ragione per imporre una norma senza il consenso della maggioranza. Se l'autodeterminazione del popolo come insieme ammette eccezioni, la democrazia diventa una bugia, un'illusione. In democrazia, la politica non può essere il lavoro di pochi, il fantino che cavalca il cavallo. Chi lo pensa, chi ha sfiducia nelle capacità del popolo di autodeterminarsi o negli esiti dell'autodeterminazione, ha altre idee per la mente. Per queste persone dirsi democratiche, significa sguazzare, e talvolta affogare, nella   propria ipocrisia.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[VERGOGNA: siamo tutt@ Graziella!]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=176</link>
<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 11:35:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.de.wordpress.com/2008/07/02/vergogna-siamo-tutt-graziella/</guid>
<description><![CDATA[ 
In relazione ai comunicati di Arcigay Arcilesbica e del Comitato Bologna Pride
Facciamo Breccia e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><a href="http://www.arcigay.it/comunicati-bolognapride-facciamobreccia" target="_blank">In relazione ai comunicati di Arcigay Arcilesbica e del Comitato Bologna Pride</a></p>
<p class="MsoBodyText2"><em>Facciamo Breccia esprime la propria indignazione su quanto accaduto sabato scorso a Bologna e  rigetta le insinuazioni calunniose contenute nel comunicato di Mancuso e Polo e in quello del Comitato Pride Bologna. Solidarietà a Graziella Bertozzo</em></p>
<p class="MsoBodyText2">L'espressione del dissenso è una normale pratica nella dinamica politica che non c'entra niente con la violenza. L'uso della polizia per la gestione del dissenso interno ad un movimento è la fine della politica, significa scivolare verso lo stato di polizia.</p>
<p class="MsoNormal"><span>La presenza, non prevista, di alcuni/e attivisti/e di Facciamo Breccia "intrufolatisi" sul palco del pride per aprire uno striscione che, ricordiamo, recitava "28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo Breccia" - </span><span>per rivendicare la storia del movimento lesbico, gay e trans che in quella data aveva ottenuto il Cassero di Porta Saragozza, sede poi "restituita" nel 2001 alla Curia – intendeva con ogni evidenza esprimere dissenso politico utilizzando pratiche di movimento e pacifiche. Lo stesso dissenso che Facciamo Breccia aveva cercato di esprimere nei mesi scorsi avendo difficoltà a riconoscersi in un pride, a nostro avviso, troppo blando e "neutrale", tutto giocato sulla trasversalità politica, senza un chiaro posizionamento antifascista (nonostante l'importante adesione dell'ANPI), arrivando a proporre come uno dei pupazzi che campeggiavano su manifesti e cartoline la stilizzazione di un gay neofascista partecipante al pride.</span></p>
<p class="MsoBodyText">Alla fine Facciamo Breccia aveva scelto di aderire al pride di sabato 28 giugno esprimendo però, in un documento intitolato "Adesione al Bologna Pride", tutte le proprie perplessità, riserve e contrarietà. L'adesione critica non è stata accettata dal Comitato Bologna Pride che non ha mai spiegato ufficialmente il rifiuto. Inoltre il Comitato Bologna Pride ha scelto di non permettere di intervenire sul palco alle realtà che non avevano formalmente aderito, scelta legittima ma non includente anche a fronte di altri eventi quali il Biella Pride dove il Coordinamento organizzatore ha dato la parola a tutte le soggettività lgbt che lo richiedessero, al di là della posizione di queste sulla piattaforma o sull'adesione. Ugualmente Facciamo Breccia ha partecipato al Bologna Pride, organizzando uno spezzone collegato allo spezzone lesbico e femminista e portando in piazza molte persone, contribuendo così alla riuscita della manifestazione. Durante il corteo abbiamo organizzato un'azione di comunicazione politica che avrebbe dovuto avere il suo epilogo nell'apertura dello striscione sul palco come espressione pacifica di dissenso: avevamo aperto lo stesso striscione davanti al Cassero di Porta Saragozza, per rivendicare la storia del movimento lgbt.</p>
<p class="MsoBodyText">Il Cassero è stato simbolicamente circondato di drappi rosa e arricchito di cartelli di rivendicazione politica, la polizia ha lasciato svolgere l'azione del tutto pacifica che ha riscosso molto riconoscimento dai/dalle partecipanti al corteo che hanno festosamente preso parte in centinaia.</p>
<p class="MsoNormal"><span>Ma la conclusione del pride per noi è stata inverosimile: l'area del palco (backstage lo chiama il Direttivo Comitato Bologna Pride), cioè l'area interna del palco, delimitata da transenne, era "protetta" da volontari/e insieme a poliziotti, alcuni in divisa, altri (avremmo scoperto in seguito) in borghese, presenza che, se non è stata richiesta dal Comitato Bologna Pride, è stata da questo per lo meno avallata.<span>  </span>Questo in una manifestazione politica non si era mai visto movimenti: la sicurezza interna gestita dalla polizia di stato. E questa è stata la prima causa di quello che Aurelio Mancuso sul palco (evidentemente senza crederci) definiva il terribile "malinteso" che ha fatto fermare e ammanettare Graziella Bertozzo, leader storica del nostro movimento certo (lo rivendichiamo a lettere chiarissime) e riconosciuta come tale da tutte/i (o quasi), ma che non ha assolutamente usato la sua storia per presentarsi nell'area palco: Graziella stava partecipando ad un'azione di comunicazione politica con altri/e compagni e compagne che voleva esprimere il dissenso di cui sopra. Le altre e gli altri "si sono intrufolati/e" tranquillamente mentre Graziella (che non aveva certo chiesto niente a Porpora Marcasciano visto che in quel momento teneva il suo intervento e con la quale in precedenza aveva parlato – essendo compagne di percorso - ma certo non le aveva chiesto il permesso per salire su un palco di cui Porpora non aveva la gestione). Rimane da capire la ragione per la quale solo la persona più rappresentativa di Facciamo Breccia sia stata fermata all'ingresso del palco, mentre le altre venivano lasciate passare. Inoltre Facciamo Breccia non attacca nessuna volontaria ma condanna fortemente il <span>ruolo della polizia sul palco ed il fatto che sia stata chiamata per risolvere un dissidio politico, rifiutando ripetutamente, anche di fronte a esplicita richiesta di attivisti/e di Facciamo Breccia, di evitare il fermo di polizia. Chi ha scelto questa modalità? Chi non ha colto l'occasione offerta da</span> Facciamo Breccia con il comunicato reso pubblico in data 29 giugno di agire tutte/i per evitare di fare di Graziella un capro espiatorio di un conflitto tutto politico, e sta invece cercando di farla finire strumentalmente in tribunale invece di riportare il dibattito sul piano<span>  </span>politico? Il Comitato Bologna Pride, che ha già finito il suo "processo" ascoltando "alcuni diretti interessati, testimoni oculari del fatto". Non certo "la condannata" Graziella Bertozzo… A questo punto la responsabilità è chiara e dichiarata. E' questa riteniamo che sia il risvolto più vergognoso della vicenda: l'attacco ad una persona, una lesbica, un'attivista in carne ed ossa, cercando di screditarla, diffondendo calunnie, usando contro di lei tutte le armi che la repressione ha sempre usato contro le lesbiche e le donne in generale: l'accusa di isterica violenta. E così è stata consegnata una componente del nostro movimento alla polizia, una lesbica dichiarata in mani a poliziotti che non hanno certo tardato, com'era presumibile, a cercare di piegarla psicologicamente e fisicamente. A Graziella oltretutto è stata tesa una trappola: un uomo in borghese che mai si è qualificato l'ha aggredita, lei ha cercato con le sue forze di non farsi prendere, non sapendo che fosse un pubblico ufficiale, come qualunque donna nelle mani di un uomo che l'aggredisce avrebbe fatto. Quindi non esiste nessuna resistenza a pubblico ufficiale né tanto meno esistono le lesioni visto che il sedicente lesionato è stato visto da decine di testimoni pronti/e a testimoniare sul palco e fuori prendere di peso Graziella e camminare tranquillamente prima e dopo il fermo. Le altre e gli altri di Facciamo Breccia hanno dovuto insistere accoratamente perché il terribile fatto fosse annunciato sul palco e per sapere dove era stata portata, davanti a esponenti del Comitato Bologna Pride e di Arcigay che continuavano a rispondere che se l'avevano fermata (quando loro stessi avevano chiesto il fermo additandola come pericolosa) sicuramente aveva fatto qualcosa di male, con la stessa logica che porta molti a dire che se una donna è stata violentata qualcosa avrà fatto, se lo sarà meritato, se lo sarà cercato.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Facciamo notare che tra le firme del Comitato Bologna Pride manca quella di una delle tre portavoci, Marcella Di Folco, che non ha sottoscritto il documento, oltre, ovviamente, a quelle di tutte le realtà aderenti al Comitato stesso che non fanno parte del Direttivo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Non abbiamo, invece, niente da aggiungere riguardo al comunicato di <strong><span>Aurelio Mancuso, Presidente nazionale Arcigay e di Francesca Polo, Presidente nazionale Arcilesbica visto che si tratta solo di un lungo elenco di falsità e diffamazioni, caso mai da dirimere a mezzo querela visto che questo sembra essere il piano scelto dalle due associazioni nazionali. Facciamo Breccia viene screditata perché ha da sempre avuto il coraggio di rendere nota la lotta verso quelle nicchie di privilegio di cui certe associazioni si nutrono e sopravvivono. Accusare Facciamo Breccia di violenza, maschilismo e slealtà  è solo una ridicola baggianata (dimostrata tra l'altro dagli ottimi rapporti istaurati con gli organizzatori e le organizzatrici di tutti gli altri pride), che dovrebbe solo far arrossire chi lo scrive. Semmai ci appelliamo a tutte le socie ed i soci di Arcigay e Arcilesbica  e i loro circoli perché si dissocino da tali infamie. Speriamo invece che queste associazioni dimostrino altrettanta violenza alla prossima aggressione omofoba e fascista di quanta ne hanno dimostrata nel loro comunicato contro Facciamo Breccia, dato che siamo sicure/i che la tradizionale piagnulocosità che dimostrano in tali occasioni non sia utile.</span></strong></span></p>
<p class="MsoBodyText">Noi siamo tutte/i con Graziella insieme a centinaia di donne, uomini, lesbiche, gay, trans, femministe, attivisti/e e soggettività politiche, oltre che a decine di testimoni oculari come dimostrano le molte mail di solidarietà arrivate a Graziella, e consultabili sul sito <a href="http://www.facciamobreccia.org/"><span>www.facciamobreccia.org</span></a></p>
<p class="MsoBodyText">Noi abbiamo scelto la politica, le pratiche di movimento e di non abbassarci mai all'uso del paradigma<span> </span>securitario né tanto meno alla rinuncia della politica e dell'azione in nome dello stato di polizia.</p>
<p class="MsoBodyText">Coordinamento Facciamo Breccia.</p>
<p class="MsoBodyText"><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/dsc_0149.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-177" src="http://baruda.wordpress.com/files/2008/07/dsc_0149.jpg" alt="" width="509" height="341" /></a></p>
<pre>Foto di Valentina Perniciaro
LAYCA FROCESSIONE.
SAN LORENZO, febbraio 2008</pre>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Roma: Vatican Pride 2008]]></title>
<link>http://federicofabiani.wordpress.com/2008/06/10/roma-vatican-pride-2008/</link>
<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 17:11:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>bluebeatarezzo</dc:creator>
<guid>http://federicofabiani.de.wordpress.com/2008/06/10/roma-vatican-pride-2008/</guid>
<description><![CDATA[ 



]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="display:block;width:425px;margin:0 auto;"> [vodpod id=ExternalVideo.595513&#38;w=425&#38;h=350&#38;fv=%26rel%3D0%26border%3D0%26]</p>
<div style="font-size:10px;"><a href="http://vodpod.com/wordpress"><br />
</a></div>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Qualche link su Piero Welby]]></title>
<link>http://epsum.wordpress.com/?p=20</link>
<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 09:41:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Chiara Lalli</dc:creator>
<guid>http://epsum.de.wordpress.com/2008/06/10/qualche-link/</guid>
<description><![CDATA[
Segnalo qualche documento tra quelli citati da Mina Welby.
Gli 88 giorni di Piero.
Alcuni editorial]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.calibano.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/Calibano/ming0.jpg" alt="" width="250" height="320" /></p>
<p>Segnalo qualche documento tra quelli citati da Mina Welby.</p>
<p>Gli <a href="http://www.lucacoscioni.it/node/7131">88 giorni di Piero</a>.</p>
<p>Alcuni <a href="http://www.radicali.it/view.php?id=81138">editoriali</a> di Piero Welby.</p>
<p>Richiesta di indagine su <a href="http://www.lucacoscioni.it/eutanasia_clandestina">eutanasia clandestina</a>.</p>
<p>Le <a href="http://www.lucacoscioni.it/tutte_le_sentenze_del_caso_welby">sentenze</a> su Welby. Sentenza del <a href="http://www.lucacoscioni.it/sentenza_del_gup_di_roma_assoluzione_riccio">GUP di Roma</a> assoluzione Riccio</p>
<p><a href="http://www.lucacoscioni.it/piergiorgio_welby_un_anno_di">Piergiorgio Welby (un anno di...)</a>.</p>
<p><a href="Suicidio assistito ed eutanasia, una questione di diritti umani"> Suicidio assistito ed eutanasia, una questione di diritti umani</a> (ALDE, 5 luglio 2007, Bruxelles). * <a href="http://www.radioradicale.it/scheda/230289/suicidio-assistito-ed-eutanasia-una-questione-di-diritti-umani-versione-in-lingua-inglese">versione inglese</a> *</p>
<p><a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/06022l.htm">Legge sul voto ai disabili</a> (22/2006).</p>
<p><em>Il mio voto fantasma</em> (l'Unità del 7 giugno 2005, pag. 1)</p>
<p>di Piergiorgio Welby</p>
<p>Presidente Ciampi, ministro Pisanu, l'ultima volta che ho potuto votare è stato il 7 ottobre 2001. Da allora il progredire della mia patologia degenerativa mi ha impedito di esercitare quel diritto, tanto determinante per la democrazia che per renderlo possibile, lì dove è conculcato, non abbiamo esitato a mandare i nostri soldati.</p>
<p>Sono una di quelle anime belle convinte che andare al mare non sia un'alternativa all'andare al mare. Quindi potete immaginare con quanta frustrazione abbia vissuto i giorni delle consultazioni elettorali. Oggi, non sono più disposto a subire in silenzio la frustrazione della non partecipazione a questo referendum.</p>
<p>Questa volta non solo mi viene impedito di votare quei quattro SI alla vita, all'amore, alla speranza, al futuro, ma vengo, contro la mia volontà, arruolato tra i sostenitori di questa legge che mi offende e mi avvilisce. La mia assenza, la mia astensione verrà conteggiata insieme al nonvoto di chi va al mare, di chi di fronte ai problemi altrui reagisce con una scrollata di spalle, di quelli che vogliono imporre ad altri i propri valori e comportamenti. Io, questa volta, voglio votare! Se ciò non sarà possibile chiedo a lei, presidente Ciampi, e a lei, ministro Pisanu, di cancellare il mio nome dalle liste elettorali: se questa Repubblica mi considera già morto, io restituirò la mia scheda elettorale.</p>
<p><a href="http://www.lucacoscioni.it/node/6660">Diritto di voto dei disabili intrasportabili</a>.</p>
<p><a href="http://bioetiche.blogspot.com/2006/12/in-memoria-di-piergiorgio-welby-di.html"><em>In memoria di Piergiorgio Welby</em></a> (di Carlo Alberto Defanti).</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[INDECOROSI]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=115</link>
<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 16:08:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.de.wordpress.com/2008/06/07/indecorosi/</guid>
<description><![CDATA[Indecorosi. Orsi in movimento per il godimento
Da quello che ho sentito è uno dei migliori striscio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color:#ff0000;">Indecorosi. Orsi in movimento per il godimento</span></h2>
<p>Da quello che ho sentito è uno dei migliori striscioni, tra i tanti divertentissimi del Gay Pride di oggi, <br />
che posso seguire solo "radiofonicamente" da una redazione tutta al femminile e pesantemente techno ;-(</p>
<p>PER LA LIBERTA' SESSUALE,<br />
PER L'AUTODETERMINAZIONE<br />
PER LA LAICITA'</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2287/2060945406_667a67f6ee.jpg" alt="" width="500" height="321" /></p>
<h2><em><span style="color:#ff00ff;">FUORI I PRETI DALLE NOSTRE MUTANDE </span></em></h2>
<pre>Foto di Valentina Perniciaro  - GAY PRIDE 2007-
Nude man/woman walking</pre>
<p>Per ascoltare le corrispondenze <a title="RADIO ONDA ROSSA" href="http://www.ondarossa.info">http://www.ondarossa.info</a></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BASTA!]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=37</link>
<pubDate>Wed, 21 May 2008 17:58:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.de.wordpress.com/2008/05/21/basta/</guid>
<description><![CDATA[22 MAGGIO 1978  -   22 MAGGIO 2008
LA LEGGE 194 NON SI TOCCA!
 

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>22 MAGGIO 1978  -   22 MAGGIO 2008</p>
<h2>LA LEGGE 194 NON SI TOCCA!</h2>
<p> </p>
<p><img src="http://img208.imageshack.us/img208/75/mafaldabastadb7.jpg" alt="" width="257" height="300" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cossiga bringt „Selbstbestimmungsantrag für Südtirol" erneut ein - Riconoscimento del diritto di autodeterminazione al Land Sudtyrol - Provincia Autonoma di Bolzano]]></title>
<link>http://mazingazeta.wordpress.com/?p=371</link>
<pubDate>Tue, 13 May 2008 11:51:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mazinga Z</dc:creator>
<guid>http://mazingazeta.de.wordpress.com/2008/05/13/cossiga-bringt-%e2%80%9eselbstbestimmungsantrag-fur-sudtirol-erneut-ein-riconoscimento-del-diritto-di-autodeterminazione-al-land-sudtyrol-provincia-autonoma-di-bolzano/</guid>
<description><![CDATA[
NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS 
Cossiga ha prese]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mazingazeta.files.wordpress.com/2008/05/008-cossiga.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-372" src="http://mazingazeta.wordpress.com/files/2008/05/008-cossiga.jpg" alt="" width="295" height="375" /></a></p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS </span></strong></p>
<p>Cossiga ha presentato in data <strong>29 aprile    2008</strong>; annunciato nella seduta ant. n. 1 del 29 aprile    2008<strong> il riconoscimento del diritto di autodeterminazione al Land Sudtyrol -  Provincia Autonoma di Bolzano - REFERENDUM CONSULTIVO ,               TERRITORIO NAZIONALE ,               PROVINCE AUTONOME ,               PROVINCIA DI BOLZANO ,               DIRITTO DI AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>Der ehemalige Staatspräsident und Senator auf Lebenszeit, Francesco Cossiga, hat im Senat wiederum den Antrag zur Ausübung des Selbstbestimmungsrechtes für Südtirol eingebracht. </strong><strong>Francesco Cossiga, hat im Senat wiederum den Antrag zur Ausübung des Selbstbestimmungsrechtes für Südtirol eingebracht.</strong></p>
<p>http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/29841.htm</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS - NEWS</span></strong><!--more--></p>
<p><strong>http://www.suedtiroler-freiheit.com/content/view/475/1/</strong></p>
<h4>Cossiga-Antrag: Durnwalder skeptisch</h4>
<p><strong>Süd-Tirols Landeshauptmann Luis Durnwalder zeigte sich am Dienstag skeptisch über den Vorstoß Cossigas, der im Senat wiederum den Antrag zur Ausübung des Selbstbestimmungsrechtes für Südtirol eingebracht hat.</strong></p>
<p>Sollte sich der Inhalt nicht geändert haben, würde sich seine negative Einschätzung nicht ändern, sagte Durnwalder vor Journalisten in Bozen.</p>
<p>Wie Durnwalder sagte, wollten er und Cossiga „Frieden schließen“. Der frühere Staatspräsident habe ihn angerufen und dies vorgeschlagen. Cossiga habe diesen Schritt mit seinem hohen Alter begründet.</p>
<p><strong>Cossiga hatte in dem Gesetzentwurf gefordert, dass die Südtiroler in einem Referendum entscheiden sollten, ob sie bei Italien bleiben, zu Österreich oder Deutschland gehören sollten oder ob sie einen eigenen Staat bilden wollten.</strong></p>
<p>Der Vorschlag war als nicht umsetzbar und kontraproduktiv bezeichnet worden und vom Senator schließlich wieder zurückgezogen worden.</p>
<p><em>Dienstag, 13. Mai 2008</em></p>
<h3><span style="color:#ff0000;">Und hier gleich zur Umfrage:</span></h3>
<p><strong>http://mazingazeta.wordpress.com/umfrage-zukunft-sudtirols/</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Razoroscopo]]></title>
<link>http://razorsisters.wordpress.com/?p=41</link>
<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 11:46:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Susana</dc:creator>
<guid>http://razorsisters.com/2008/03/15/razoroscopo/</guid>
<description><![CDATA[Tra la gente più noiosa, quella che non legge mai gli oroscopi si piazza al secondo posto - al terz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Tra la gente più noiosa, quella che non legge mai gli oroscopi si piazza al secondo posto - al terzo perde di misura la gente che non guarda mai la tv e in cima alla classifica, imbattibile, la gente che non guarda film americani. Per tutti gli altri invece, ecco un’interpretazione accurata dei più recenti spostamenti astrali, da un punto di vista Razor.<br />
I segni, infatti, non sono quelli tradizionali, in modo che ognuno possa scegliere la previsione/consiglio che preferisce a prescindere dalla sua data di nascita ed essere così artefice del proprio destino. La mia fonte d'ispirazione - va citata - è il fantastico <a href="http://www.freewillastrology.com" title="Free Will Astrology" target="_blank">Rob Brezsny</a>. Il periodo coperto va dal momento in cui leggete questo post fino alla pubblicazione del prossimo oroscopo.</p>
<p><b>Tostapane</b><br />
Cara persona del segno del Tostapane, di questi tempi senti di avere particolari poteri pronti a scaturire da ogni poro del tuo delizioso corpicino, ma bada: non è ancora il momento di contrattaccare. Studia ancora per un po’ i movimenti del nemico. Quando colpirai, non avranno scampo.</p>
<p><img src="http://www.photoseek.com/04AUS-30201-Wombat.jpg" alt="wombat" align="right" height="79" width="86" /></p>
<p align="left"><b>Wombat</b><br />
C’è un tempo per combattere e un tempo per ingrassare tranquillo come un vitello in una comunità di vegani.Per te questo tempo è arrivato: non dico di rimpinzarti di grassi insaturi, Wombat, ma ti assorbire tutte le calorie metaforiche, tutto il nutrimento intellettuale e spirituale di cui hai bisogno per riprenderti. Ti servirà.</p>
<p align="left">&#160;</p>
<p><b>Grattacielo</b><br />
Ok, sei del segno del Grattacielo, ma non è detto che devi startene per forza al piano più alto. Anche tu hai un piano terra e una portone d’entrata. Diventa più accessibile e licenza tutti quei bodyguard immaginari.</p>
<p><img src="http://www.hyperreview.com/file/Paura%20e%20delirio%20a%20Las%20Vegas/1.jpg" align="right" height="81" width="56" /><b>Pasticca</b><br />
Per te, come per quasi tutti, la coerenza è una virtù. Il che va bene quasi sempre, ma in questo periodo il mio consiglio è questo, Pasticca: agisci secondo principi che ti attraggono ma non hai mai avuto il coraggio di applicare, perchè temi che vadano contro le tue convinzioni.</p>
<p><b>Marilyn Monroe</b><br />
Se sei del segno di Marilyn Monroe, inizia a correre. Non è una tua paranoia, ti stanno inseguendo davvero. Ho detto CORRI!</p>
<p><b>Gufo</b><br />
Non farti ingannare, tu che sei del Gufo, nessun tipo di problema si risolve da solo. Se vuoi che la tua vita vada da qualche parte, devi essere tu a smuovere le acque, la terra, l’universo e tutto quanto.</p>
<p><b>Manzo di Kobe</b><br />
La persona che tu speri che chiami non lo farà. Ma sarà un bene, perchè si sarebbe rivelato/a una fregatura della peggior specie. Credimi.</p>
<p><b>Papavero</b><br />
La prossima volta che prenderai una sbronza colossale, Papavero (e sappiamo entrambe che succederà in tempi brevi), cerca di conservare quel minimo di coscienza che ti permetta di capire quali aspetti di te cambiano in meglio, e quali in peggio, quando sei fuori come un citofono. Se non lo avevi mai fatto, riflettici un po’ su.</p>
<p><img src="http://img280.imageshack.us/img280/7261/grimilde4pg.jpg" alt="grimilde" align="left" height="66" width="34" /><b>Specchio specchio</b><br />
Non stai ancora bene, vero, Specchio Specchietto? Le soluzioni a cui ti stai aggrappando per uscire dal tuo tunnel di torpore e inadeguatezza non danno i risultati sperati. Cercane di nuove.</p>
<p><b> </b><b>Virus</b><img src="http://www.geocities.com/mellowsoundx/rem-monster.jpg" alt="aids" align="right" height="72" width="72" /><br />
Non tutti i mali vengono per nuocere, cara la mia nata sotto il segno del Virus. Non tutti i luoghi comuni sono fini a se stessi. Nel periodo di tempo a venire, scoprirai che alcuni cliché che hai sempre snobbato, riguardanti le relazioni interpersonali e lo svolgersi degli avvenimenti, si riveleranno sorprendentemente veri.<br />
<b></b></p>
<p><b>Cannolo</b><br />
La primavera è vicina e dentro di te sbocciano i primi germogli di una nuova speranza. Uso questa metafora disgustosamente sdolcinata per cercare di ispirare in te la violenza e il desiderio di vendetta che in questo periodo ti servono come il pane.</p>
<p><img src="http://format.blogosfere.it/images/capodanno5-thumb.jpg" alt="capodanno" align="left" height="74" width="102" /></p>
<p><b>Lenticchia</b><br />
Questo segno è attivo solo sotto le feste. Ci vediamo a Capodanno.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Qualcuno lo fermi]]></title>
<link>http://vincenzocali.wordpress.com/?p=166</link>
<pubDate>Sun, 24 Feb 2008 11:55:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>vincenzocali</dc:creator>
<guid>http://vincenzocali.de.wordpress.com/2008/02/24/qualcuno-lo-fermi/</guid>
<description><![CDATA[Qualcuno fermi quest&#8217;uomo.
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno fermi <a target="_blank" href="http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=48769">quest'uomo</a>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Migliaia in corteo per la libertà e l'autodeterminazione]]></title>
<link>http://deffeblog.wordpress.com/?p=166</link>
<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 23:09:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>deffe</dc:creator>
<guid>http://deffeblog.de.wordpress.com/2008/02/24/migliaia-in-corteo-per-la-liberta-e-lautodeterminazione/</guid>
<description><![CDATA[Manifestazione a Genova, come in altre città d&#8217;Italia, contro gli attacchi alla legge 194 e i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/02/100_92041.jpg" title="giubbe rosse"><img src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/02/100_92041.jpg" alt="giubbe rosse" align="left" /></a>Manifestazione a Genova, come in altre città d'Italia, contro gli attacchi alla legge 194 e in generale per l'autodeterminazione delle donne. Moltissima gente, di varie generi e generazioni in Piazza De Ferrari. Anche molte ragazze, e donne immigrate. Molti anche gli uomini. Bella atmosfera, amiche che si ritrovano dopo un po' di anni...anche musica a palla, girotondi e balli. Ma non deve trarre in inganno - non era una scampagnata: la gente, almeno quelle migliaia, forse diecimila, che erano li, e che poi hanno animato un grande corteo per le vie del centro, avevano ben chiaro che questa aggressione  all'autodeterminazione delle donne è anche un test sulla tenuta e capacità di reazione sociale. Ci sono molte forze che aspirano a instaurare un autoritarismo mediatico e paternalista - non solo il Vaticano e la destra. E ci sono oscillazioni e ambiguità anche nei partiti di sinistra.<br />
Basta, facciamo chiarezza! Non ci useranno per i loro giochetti politici. Non ci useranno per niente!<br />
Diceva una donna: "Mi pare di non essermi mai allontananata da questa piazza, di non avere mai smesso di lottare...". Vero.  Anch'io ho avuto la stessa sensazione. Ma anche la soddisfazione di essere di nuovo in migliaia. Qui ci sono <a href="http://www.flickr.com/photos/23415447@N07/">alcune delle foto</a>.<br />
Mi sento di poter dire, dopo la giornata di oggi, che sarà ancora dura, ma "non passeranno!".</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Firmiamo l'appello di LIBERADONNA]]></title>
<link>http://liliblog.wordpress.com/?p=45</link>
<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 17:46:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>deffe</dc:creator>
<guid>http://liliblog.de.wordpress.com/2008/02/18/firmiamo-lappello-di-liberadonna/</guid>
<description><![CDATA[Parte via web un appello ai leader del centrosinistra per dare una risposta all&#8217;offensiva cler]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Parte via web un appello ai leader del centrosinistra per dare una risposta all'offensiva clericale contro l'aborto e la norma che lo regola.<br />
Si può firmare all'indirizzo <a href="http://www.firmiamo.it/liberadonna" target="_BLANK">www.firmiamo.it/liberadonna</a></p>
<p>Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti, ora basta! L'offensiva clericale contro le donne - spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili<br />
Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello<br />
schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.<br />
Con l'oscena proposta di moratoria dell'aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recenteingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri<br />
anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere "cose", terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere.<br />
Lo scorso 24 novembre centomila donne - completamente autorganizzate - hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e<br />
bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l'arroganza ipocrita di "difendere la vita". Perciònon basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si<br />
tocca: essa è già nei fatti messa in discussione.<br />
Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini<br />
tutti i tentativi - da qualunque pulpito provengano- di mettere a rischio<br />
l'autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l'ultima<br />
parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze.<br />
Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una<br />
revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l'obiezione di<br />
coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una<br />
ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l'accesso alla<br />
pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l'insegnamento<br />
dell'educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro). Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte<br />
a compromessi".<br />
Ecco le prime firmatarie: *Simona Argentieri; Natalia<br />
Aspesi; Adriana Cavarero; Isabella Ferrari; Sabina Guzzanti; Margherita Hack; Fiorella Mannoia; Dacia Maraini; Alda Merini; Valeria Parrella; Lidia Ravera; Elisabetta Visalberghi*</p>
<p>-</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mai sottovalutare le donne!]]></title>
<link>http://deffeblog.wordpress.com/?p=160</link>
<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 23:44:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>deffe</dc:creator>
<guid>http://deffeblog.de.wordpress.com/2008/02/18/mai-sottovalutare-le-donne/</guid>
<description><![CDATA[Attacco clericale e reazionario alla legge sull&#8217;aborto e all&#8217;autodeterminazione delle do]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Attacco clericale e reazionario alla legge sull'aborto e all'autodeterminazione delle donne.</p>
<p>Mi pare che la <b>risposta delle donne</b>, da nord a sud, in metropoli e provincie, non si sia fatta attendere. Sabato pomeriggio anche qui a Genova si è fatto un <b>primo improvvisato presidio</b> in Piazza De Ferrari, davanti a Palazzo Ducale, cento, forse duecento donne, tutto convocato via sms e telefonate. Intanto procede la organizzazione del presidio e forse manifestazione di <b>sabato 23</b> - stesso posto e orario.</p>
<p>Anche ad <b>Albenga</b>, provincia di Savona, un gruppo di donne ha atteso Ferrara davanti al cinema dove stava sproloquiando. Per non farsi beccare, è dovuto  uscire dal retro. Dal posto che gli conviene. Mooolto onorevole...molto prestigioso!</p>
<p>Intanto si sentono girare proposte di incontri, riunioni nelle case, come una volta.</p>
<p>Si scrivono lettere ai giornali, appelli, <a href="http://www.ilsecoloxix.it/blog/blog.php?IDBlog=16">commenti</a>...e anche volantini, striscioni, cartelli. Le figlie trentenni sono furibonde: lo credo, a loro le tocca da molto vicino. Ma al presidio di sabato c'era una gagliarda signora di 84 anni...e faceva un freddo boreale. Anche le ragazze e donne latine (a Genova c'è una grande comunità) stanno mettendosi in movimento...</p>
<p>Ma non solo manifestazioni reali; anche sul web si sta muovendo un <a href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2008/02/14/con-chi-ha-sub-to-il-blitz-napoletano.-contro-chi-vuole-ammanettare-la-libert-di-scelta.-pres-di-in-tutt-italia-reali-e-virtuali">corteo virtuale</a> di blog, che si infoltisce sempre di più. Credo che non passerà molto e quelli che hanno scatenato questa squallida campagna  forse dovranno pentirsene.</p>
<p>Mai sottovalutare le donne!</p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
