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	<title>amnesie &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/amnesie/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "amnesie"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 06:25:59 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA["Le temps altère ce qui est superflu, ce qui est grand paraît minuscule"]]></title>
<link>http://lzorecords.wordpress.com/?p=383</link>
<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 14:10:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>lzorecords</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Ou l&#8217;inverse&#8230;(Amnésie en free DL)

2000&#8230;Ca faisait pas mal de temps que je rappa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-385" src="http://lzorecords.wordpress.com/files/2008/07/pulp_fiction_koons.jpg?w=300" alt="" width="300" height="170" /><br />
<em>Ou l'inverse...(Amnésie en free DL)</em><br />
<!--more--><br />
2000...Ca faisait pas mal de temps que je rappais et j'avais toujours aucun plan.</p>
<p>Rencontre avec D'Oz, passage à Bordeaux. Là-bas Grems et son groupe Hustla venaient de sortir leur EP en autoprod.<br />
Ca m'a vraiment convaincu qu'il fallait arrêter d'attendre et s'prendre en main.</p>
<p>C'est aussi là-bas que pour la première fois un type me propose d'enregistrer chez lui gratuitement: Jey.<br />
Il venait de sortir sa première compilation et il commençait à gérer aussi bien au niveau technique qu'artistique.</p>
<p>"Combien d'morceaux y aurait moyen d'enregistrer?"<br />
...<br />
"Autant qu'tu veux!"</p>
<p>C'est pas à moi qu'il fallait dire un truc comme ça: j'me décide à pondre un album.<br />
Repié et Kilab, mes potes de Paris proposent d'investir à parts égales avec moi pour l'asso.<br />
C'est fait avec les moyens du bord et à la bonne franquette au niveau featuring...l'auberge espagnole. Certaines des prods de Paris ont été ramenées en minidisc jusqu'a Bordeaux...j'ai du traquer des mecs et quasi les prendre en otage pour arriver à les faire venir a l'heure au stud'... bref du grand folklore.</p>
<p>2003... Quelques dépressions plus tard, l'album sort en pseudo national avec De Brazza<br />
pour aider et guider dans les démarches.<br />
Perso, j'suis plutôt content de cet album même si j'en connais les limites.<br />
C'est comme mon môme, j'vois bien ses défauts mais j'l'aime quand même... et même, je l'aime avec!</p>
<p>2008...la chienneté perdure malgré quelques sorties intéressantes.<br />
J'ai 4 enfants, un crédit pour le 4X4 et des factures de gaz exorbitantes, et le Rap paye toujours pas. Aussi, Madame, Monsieur, je me permet de vous relancer concernant l'achat de cet album.<br />
Malgré des démarches insistantes et répétées auprès des organismes sociaux et culturels de notre belle république<br />
je me trouve toujours dans l'impossibilité de pourvoir à mes dépenses toutefois élémentaires.<br />
Achetez l'album, achetez, achetez, 5 euros, c'est pas cher. Achetez, achetez !</p>
<p>Dans l'attente d'une réponse de votre part je vous prie d'agréer, Madame, Monsieur,<br />
l'expression de mes sincères salutations.</p>
<p><em>Sept </em></p>
<p>PS: Bah allez, c'est bon prenez-le gratuitement. C'est <a href="http://www.pepita.fr/#product.info.php--pid=19910&#38;uid=23387&#38;topid=00010">ICI</a>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MISSIVA PERSONALE]]></title>
<link>http://chiaracats.wordpress.com/?p=200</link>
<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 12:57:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaracat</dc:creator>
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<description><![CDATA[Anche se pensi di no, io ti vedo, che vieni a leggere queste stronzate che scrivo; anche se hai fatt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se pensi di no, io ti vedo, che vieni a leggere queste stronzate che scrivo; anche se hai fatto l'uscita, secondo te, di stile, di fronte a un pubblico più o meno modesto, un'uscita totalmente fuori luogo, con questo non vuol dire che sei morto, anzi sei anche peggio perchè ora fai il subdolo in silenzio (dimmi te a chi interessavano i tuoi e miei cazzi, inventati, per lo più, manipolati e rigirati tanto per far vedere che sei ganzo e oltretutto vittima) (evidentemente interessavano solo a te, metterli in piazza rimanipolati ti avrà fatto sentire più sicuro, perchè si sa ormai che di sicurezza ce n'hai ben poca, se ti levano il tuo appiglio sicuro in mezzo al mare -cito da parole tue- sprofondi nell'inerzia e nella depressione, cioè peggio di questo, la tua dipendenza non ha proprio limiti. E si sa che dovevi dimostrare qualcosa a qualcuno inventando cazzate) Hai visto che ho usato anche le parentesi che ti piacciono tanto?</p>
<p>Dicevo</p>
<p>caro te, anche se non lo ammetti, è alquanto bizzarro vedere che comunque nonostante tu abbia inventato scenette tragicomiche da offrire ai tuoi amici, tu continui a piombare qui, cercando il tuo vecchio alterego virtuale su google; non capisco questa tua smania, sinceramente. Che fai, riesumi il mio cadavere onde farci un voodoo propiziatorio?</p>
<p>Sinceramente non ho <strong>mai</strong> capito le tue smanie, e che cazzo volevi o cercavi da me. Io lo sapevo benissimo quel che volevo io da te, e te l'ho anche detto, ma te? Mi dici cosa straminchia volevi? Ripensandoci, non ha senso farsi certe domande, perchè tanto anche quelle che ti ho rivolto direttamente, mi sono state ridate così com'erano. A limite ti inventavi due cazzate, e mi rispondevi. Ovviamente una cazzata era una cosa, la seconda cazzata l'opposto della prima, e così non avevi risposto a un cazzo di niente in realtà.</p>
<p>Capitano che certe persone arrivano nella tua vita, per poco o tanto tempo, non ha importanza. E capita che succede un bordello e d'improvviso finisce tutto. Ora siccome è il mio periodo di riflessione mistica, ho cercato di dare un senso a tutte le reazioni, le azioni, le vicissitudini, un senso a te, e non l'ho trovato. Questa cosa di scadere nella retorica che sono esperienze che ti mettono in guardia dai cattivoni che sono là fuori, non me la bevo. Non sei il primo stronzo che mi capita tra le mani, non vorrai mica fregiarti il petto di questa nobile medaglia, me lo augoro vivamente. Ieri ho buttato via due sacchi di stronzate raccolti nella mia camera, ma le tue lettere e le foto (emo) non sono riuscita a buttarle. Sarebbe figo eh, dire il contrario, lo so. Le ho rilette, quelle rimaste, e che non ricordi nemmeno, e sai ho capito quello che scrivevi, quello che dicevi che non avrei capito. Ma una volta capito, cosa me ne faccio? Dico, adesso, dopo le cose oscene che hai sputato, di cosa me ne faccio della comprensione della tua situazione?  E di cosa me ne sarei fatta mesi prima? Non vorrei credi scadere nel nichilismo più totale, nel tuo stesso nichilismo, quando affermavi che tutto tanto finisce in modo assurdo, che tanto tutto è destinato a declinare nel nulla. E che cazzo abbiamo fatto dall'agosto duemilasei? Me lo spieghi un pò te? Che io non l'ho capito. Non ti trovo un senso, seriamente, non sei riuscito nè ad arricchirmi, nè a trarre delle conclusioni sensate dal tuo incontro. Forse sono servita a te, a farti riflettere e pensare a chissà quali cose, che la tua vita è bella così, che ormai sei grande e puoi puntare il ditino e srotolare pergamene di buoni presunti insegnamenti di vita vissuta a chi è diverso da te. Sei voluto salire sul piedistallo di quello che è saggio, non tenendo conto del fatto che non ci si autoproclama saggi, tantomeno falsi consiglieri, amanti e amici e fratelli, per dare falsi consigli. Il fatto è che sei piuttosto scemo. Non si cambia di una virgola; Hai fatto tutto te, che prima hai scassato la minchia che volevi venire a trovarmi a tutti i costi, poi te la sei fatta sotto e hai retrocesso e poi, hai ridetto che venivi, per poi ridire no no. Ecco, e dopo questa follia di indecisione, hai avuto anche la faccia tosta di incazzarti a morte con me, che c'ero rimasta come dire, male, è ovvio, che ti aspettavi? Mi tiri scema e poi dovrei anche essere felice? Dovrei anche assecondare le tue instabilità decisionali? Ma non ragioni mai al di fuori di te stesso? Evidentemente, <strong>no</strong>. L'unica cosa che ho sicura di te. Sei ben portato a dimenticarti delle persone, beato te, io per un pò ci riesco, ma rimangono lì, tutte, quelle più brutte e quelle più belle. E' stupido dimenticarsi delle cose, tanto più delle persone. (e non scappi comunque, perchè non esiste il tastino di disattivamento ippocampo). Tanto più di quelle con le quali hai condiviso cose, e non venirmi a dire che non abbiamo condiviso niente perchè ti spacco la testa. (denunciami, era una minaccia). Ti piacerebbe essere nichilista, ma gli eventi hanno detto che non ci riesci in tutto. Dovresti smetterla di essere così falsamente sicuro di te, e di portare avanti battaglie perse fatte di onore e orgoglio personale. Hai fatto una cosa di incommensurabile cattivo gusto e perseveri e reiteri. Non ti fa sentire idiota?</p>
<p>Con affetto</p>
<p>Chiara</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Emma]]></title>
<link>http://bdsnews.wordpress.com/?p=744</link>
<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 02:22:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Percevoir</dc:creator>
<guid>http://bdsnews.wordpress.com/?p=744</guid>
<description><![CDATA[
Emma c’est un chef d’œuvre de peinture !
D’abord par ce que les planches sont entièrement ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><span style="font-family:'Trebuchet MS';"><a href="http://bdsnews.files.wordpress.com/2008/04/emma-cv-int-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-745" src="http://bdsnews.wordpress.com/files/2008/04/emma-cv-int-2.jpg?w=69" alt="" width="69" height="96" /></a></span></p>
<p><span style="font-family:'Trebuchet MS';">Emma c’est un chef d’œuvre de peinture !</span></p>
<p><span style="font-family:'Trebuchet MS';">D’abord par ce que les planches sont entièrement peintes par <a href="http://bdsnews.wordpress.com/2008/02/06/le-sang-des-valentines/">Christian De Metter</a>. L’aquarelle prend ici une force, une consistance, une sauvagerie inattendues. L’œil est comme happé par les planches et les compositions de scènes. L‘histoire y respire, y prend son temps de façon fascinante, envoûtante.</span></p>
<p><span style="font-family:'Trebuchet MS';">Ensuite parce qu’Alex est peintre, un peintre amnésique qui fait en cachette le portrait d’une aussi mystérieuse Emma, la protégée de sa logeuse.</span></p>
<p><span style="font-family:'Trebuchet MS';">Enfin parce que le réel sujet de ce triptyque est la peinture elle-même, la fascination qu’elle peut exercer, son pouvoir de catharsis, la présence troublante d’un visage sur une toile.</span></p>
<p><span style="font-family:'Trebuchet MS';"><em><strong>Emma</strong></em>, de Christian De Metter, trois volumes publiés chez Triskel, d’avril à octobre 2000, édités en version intégrale par les Editions Soleil en novembre 2002, 144 pages</span></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://bdsnews.files.wordpress.com/2008/04/emma-pl-1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-747" src="http://bdsnews.wordpress.com/files/2008/04/emma-pl-1.jpg?w=65" alt="" width="65" height="96" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[précarité[3]: le temps dans 1m2]]></title>
<link>http://mobilome.wordpress.com/?p=138</link>
<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 13:42:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>ivantozzi</dc:creator>
<guid>http://mobilome.wordpress.com/?p=138</guid>
<description><![CDATA[
 ou le modèle d&#8217;une amnésie.
nous entassons toujours des tonnes de souvenirs, d&#8217;obje]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.platform21.com/archive/88.html" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-213" src="http://mobilome.wordpress.com/files/2008/04/wakrijndekoning01d3.jpg" alt="" /></a><br />
 ou le modèle d'une amnésie.</p>
<p>nous entassons toujours des tonnes de souvenirs, d'objets, de mémoires durant notre vie. Certain déménage pour s'agrandir, d'autres jettent pour avancer, et puis d'autres perdent, tout.<br />
Dans la précarité il n'y a pas de place, y compris pour soi-même.</p>
<p> </p>
<p>Assis sur une bouche d'aération la mémoire s'effrite, les repères s'estompent, la perte s'installe.<br />
Avec comme une unique bouée d'une vie passée un sac. Et dans ce sac y à quoi ? Je ne sais pas.</p>
<p> </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-215" src="http://mobilome.wordpress.com/files/2008/04/20070825www000000091_12722_1.jpg?w=468" alt="" width="468" height="312" /></p>
<p> </p>
<p>Mais je me suis toujours demandé : parmis ce que j'ai s'il y a avait une chose que je devais garder ça serait quoi ? Bien sûr c'est une question de choix. Dans la précarité le choix n'est pas le filtre de ce qui reste. Ce qui reste est la nécessité. De toutes les manières comment penser une mémoire, l'entretien d'une mémoire, quand le repère géographique n'est plus, quand le repère civil n'existe plus, quand l'image de soi n'interroge plus, quand la mémoire se résume au m2 occupé.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-216" src="http://mobilome.wordpress.com/files/2008/04/l_00013658.jpg?w=500" alt="" width="500" height="443" /></p>
<p>Le temps dans 1 m2 c'est un temps qui s'effi-cloche (oh la belle faute frappe!). Le temps dans 1 m2, c'est le temps du précaire, de celui qui ne peut plus entretenir sa mémoire ou, qui fait de sa mémoire la seule activitée possible, continuellement. Etre précaire de son histoire.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-217" src="http://mobilome.wordpress.com/files/2008/04/blackberry-13.jpg?w=400" alt="" width="400" height="400" /><img class="alignnone size-full wp-image-218" src="http://mobilome.wordpress.com/files/2008/04/blackberry.jpg?w=400" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p> </p>
<p>L'oubli prend une forme de plus en plus petitement générale. le précaire ne se souvient pas. L'oubli devient son moteur. Le moteur qui ne s'intéresse qu'au présent, qu'à ce qui est appelé, ici et maintenant, qui ne cherche pas, qui prend pour argent comptant, qui a besoin d'amnésie pour avancer, pour fuire son histoire, pour être autre, qui se ment pour être présent.</p>
<p>Le précaire est celui qui accepte que le pouvoir est de celui qui ment, qui conforte, qui permet de ne pas penser, qui adouci, qui fait du présent la seule réalité, qui fait du passé un simple : oubliez moi de culturelle ... qui fait se sentir là , toujours présent ...<br />
 </p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-full wp-image-219" src="http://mobilome.wordpress.com/files/2008/04/ns-edito-big.jpg?w=260" alt="" width="260" height="203" /></p>
<p style="text-align:center;">(à suivre)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Amnésie]]></title>
<link>http://justeuneimpression.wordpress.com/?p=11</link>
<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 14:54:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>thorbane</dc:creator>
<guid>http://justeuneimpression.wordpress.com/?p=11</guid>
<description><![CDATA[


Un sourire qu’on n’oublie pas, un regard fixé sur moi
Passée par là comme par hasard, pas ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">
<div style="text-align:center;"><img src="http://fc02.deviantart.com/fs12/f/2006/334/d/f/fog__by_wredna.jpg" alt="amnésie" width="437" height="327" /></div>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Un sourire qu’on n’oublie pas, un regard fixé sur moi</p>
<p class="MsoNormal">Passée par là comme par hasard, pas trop tôt ni trop tard</p>
<p class="MsoNormal">Elle a pris possession de mes pensées, de ma raison et de mon cœur immaculé</p>
<p class="MsoNormal">Tout doucement, délicatement, progressivement, agréablement, plus vite, j’en ai envie, prend moi maintenant.</p>
<p class="MsoNormal">Tout ces moments, de pur bonheur, cette euphorie omniprésente, de rigolades en ballades jusqu’aux embrassades.</p>
<p class="MsoNormal">Cet amour candide né à partir de la simplicité de ma liaison avec elle.</p>
<p class="MsoNormal">Rien de tout cela ne méritait de finir car on avait à peine commencé, de s’évaporer car j’ai toujours soif de la connaitre, de s’éteindre car cette flamme me réchauffer.</p>
<p class="MsoNormal">Je ne sais plus comment cela a émergé, je me suis éloigné quand ça s'est terminé.</p>
<p class="MsoNormal">Des souvenirs suspendus, de la nostalgie éperdue, <span> </span>c’était qu’une inconnue…</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Letters from the Saarland (1)]]></title>
<link>http://annanuehm.wordpress.com/2008/01/04/letters-from-the-saarland-1/</link>
<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 00:35:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Anna Nuehm</dc:creator>
<guid>http://annanuehm.wordpress.com/2008/01/04/letters-from-the-saarland-1/</guid>
<description><![CDATA[Liebe Bloggemeinde,
Frau Nuehm ist verreist und zwar in das vielgeliebte Saarland, formerly known as]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Liebe Bloggemeinde,<br />
Frau Nuehm ist verreist und zwar in das vielgeliebte Saarland, formerly known as the Auenland himself und persönlich. Dank meines - in epischer Breite bereits ausgewalzten - Einsatzes in Sachen High-Tech-Tech-Erneuerung gibt es hier zumindest hin und wieder Internet! Hurra.<br />
In Kurzform biete ich deshalb Insiderberichte aus dem Leben der Saarländer zwecks Völkerverständigung und Erhöhung der gegenseitigen Toleranzgrenze, vielleicht aber auch zur völligen Auflösung derselben, man weiß es nicht so genau.<br />
Machen Sie doch einmal etwas ganz Verwegenes, lesen Sie mit und fühlen Sie sich - wenn auch nur für Stunden, aber dafür umso intensiver - wie ein Saarländer! Hier geht's los:</p>
<p>Tag 1, 14 Uhr: <em>The Arrival</em><br />
Ich komme an, alle frenetisch begeistert, was auch sonst. Raketenböller, Kuhglockengeläute, Freudentränen. Muttern steht mit fünf Torten, siebzehn Schinken und dreißig Kästen Bier bereit. Freue mich über den warmherzigen Empfang.<br />
Eigentlich wollte ich den Boden küssen, aber wegen starkem Bodenfrost raten mir alle davon ab und zeigen mir Fotos von Willibald Z., der das vor 24 Jahren nach dreiwöchiger Abwesenheit in einem postholidayschen Anfall von Heimweh spontanerseits versuchte und dann monatelang festgefroren war. Er taute erst an Karneval wieder von der Dorfstraße ab - was das langersehnte Ende der großräumigen Straßenumleitung zu Folge hatte - und das auch nur unter Einsatz eines Flammenwerfers. Die Rekonstruktion seines Gesichts war zwar Dank seines Cousins Fredi, der seinerzeit auf der "Titanic" nach New York ausgewandert und es da zum Schönheitschirurgen von internationalem Rang und Namen gebracht hatte, ein leichtes Unterfangen von nur 97 Operationen, aber Fredi ist mittlerweile 117 und praktiziert nicht mehr. Und andere Schönheitschirurgen gibt es nicht in der Verwandtschaft.<br />
Nee, also lieber nicht.</p>
<p>14.30 bis 17 Uhr: <em>Tea time with coffee</em><br />
Kaffeetrinken.<br />
Tante Liesel bricht in Tränen aus, weil sie Kuchenknappheit befürchtet. Okay, insgesamt 97 Kuchen für 49 Leute ist ein wenig knapp, aber man muss ja nicht immer in Völlerei schwelgen.<br />
Alle halten sich beim Essen vornehm zurück, was Tante Thea, Cousine Jolanthe und die Onkel Herbert, Pit, Fredi und Opa Matz zu der unisono ausgesprochenen Äußerung führt: "Liesel, beim nägschten Mal kaufschte abba mal mehr Kuche, dat is ja eine Blamage für die ganze Innung und guck dir mol an, wie dürr die all sind, besonders unser Anna aus der großen Stadt. Dat Anna kommt extra von so weit angereist und kriegt dann hier nix zu essen oder wie, dat is doch ne Skandal!!" [Ich traue meinem gebildeten Leser an dieser Stelle eine selbstständige Übersetzung zu.]<br />
Damit sprengen sie mir nix-dir nix die harmonische Kaffeegesellschaft und sorgen für einen Eklat erster Güte.<br />
Dieser wird noch gesteigert durch Oma Bäbbi, die ein vernichtendes "Dat Liesel is ne Kuchenversager! Seitdem dat bei die Wätz Wätchertten geht, will dat ja die ganze Welt verhungern lassen, guck dir doch nur mal an, wie dürr dat is und so sollen wir auch mal enden!? Nää, ohne misch! Heinz, schmeiß die Schwenker an, dann gibt es jetzt eben sofort Nachtessen!" [Auch hier verlasse ich mich ganz auf Ihren überragenden Intellekt. Danke.]<br />
Tante Liesel kollabiert mit einem akuten Anfall von "Herz", wird aber mit drei Stücken Herrentorte, vier Schinkenbroten und einem Gläschen Urpils wieder auf Vordermann gebracht.</p>
<p>17 Uhr bis 18 Uhr: <em>Apéritif</em><br />
Nach der Einnahme einiger "Maggirithas on the rocks" -Zubereitung: ein Glas Maggi, ein Spritzer Tabasco, etwas Zitronensaft, 9 cl Wodka, drei Eiswürfel - sind alle wieder entspannt und freuen sich auf das Abendessen.</p>
<p>18 Uhr bis 22 Uhr: <em>Dinner for all</em><br />
Abendessen. Alles läuft prima, bis einer der Schwenkapparate - eine kunstvoll umgeschmiedete, ehemalige Waschmaschinentrommel - wegen großräumigem Lochfraß ausfällt und für böses Blut sorgt. Tante Thea gießt Öl ins Feuer, sowohl real als auch verbal, und díe daraus entstehende Stichflamme sorgt für den kompletten Haupthaarausfall von Opa Franz, der das aber mit einem sehr gelassenen bis nonchalanten "Ich wollt dat Tupéh sowieso wegschmeißen, dat is ja eine Kriegstrophäe aus dem ersten Weltkrieg und müffelt bei Wetterumschwung wie die alt Katz von Oma Traudel." hinnimmt. Tante Theas kollateraler Verbalausfall "Liesel, dat is ne Schande, dass du deine 49 Gäste wirklisch mit nur 10 Schwenkern versorgen willst, und du solltest disch escht mal schämen!!" geht deshalb im leisen Disput von Oma Traudel und Opa Franz "Mein Katz müffelt net, dat is dein alt Unnerbux!"- "Verzäll mer nix, dat is dein Katz!" unter. [Wenn Sie bisher alles verstanden haben, ist das doch jetzt ein Kinderspiel, das schaffen Sie! Super!]<br />
Harmonische Stimmung.<br />
Opa Friedelbert erzählt unter dem begeisterten Aufstöhnen aller zum 173. Mal von seiner Kriegsgefangenenschaft bei den Franzosen, die die "schönschte Zeit in meinem ganzen Leben war, weil die Franzosen, die kochen ja so gutt und da hab isch die Fronkßiene kennengelernt, dat war mal ein Prachtweib, sag isch eusch!" [Dito.]</p>
<p>22 Uhr bis 2 Uhr nachts. <em>The great Final</em><br />
An dieses sehr dunkle Kapitel habe ich leider nur sehr dunkle Erinnerungen. Ich kann nur raten: Maggiritha niemals mit Gin-Tonic, Cola-Bacardi, Brandy, Urpils, Rotwein und Tomatensaft mischen. Total ungesund das Ganze. Vor allem der Tomatensaft.<br />
<del dateTime="2008-01-04T00:00:57+00:00">Prost.</del></p>
<p>Na, wie fühlen Sie sich jetzt so als Saarländer/in für wenige Stunden? Ist das nicht ein berauschendes Gefühl? Tauchen Sie auch demnächst wieder in dieses Vollbad an kulinarischen, fremdsprachigen und lokalkoloritischen Finessen wieder ein, wenn es heißt:<br />
Letters from the Saarland - Es war nie schöner!<br />
Ihre Anna Nuehm</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eternal Sunshine of the Spotless Mind - The movie]]></title>
<link>http://nournours.wordpress.com/2007/10/29/eternal-sunshine-of-the-spotless-mind/</link>
<pubDate>Mon, 29 Oct 2007 04:50:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>nournours</dc:creator>
<guid>http://nournours.wordpress.com/2007/10/29/eternal-sunshine-of-the-spotless-mind/</guid>
<description><![CDATA[
I like this song &#8220;Everybody&#8217;s Gotta Learn Sometimes&#8221; song by Beck. But I prefer t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/WIVh8Mu1a4Q'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/WIVh8Mu1a4Q&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>I like this song <font color="#ffcc00">"Everybody's Gotta Learn Sometimes" </font>song by Beck. But I prefer this song by ZUCCHERO, less glum. This is a creation of a Eighties' band THE GORKIS.</p>
<p><font color="#ffcc00">« Eternal Sunshine of The Spotless Mind »</font> The movie.This is the story of a guy, Joel (Jim CARREY), who discovers that his long-time girlfriend, Clementine (Kate WINSLET), has undergone a psychiatrist's experimental procedure in which all of her memory of Joel is removed, after the couple has tried for years to get their relationship working fluidly. Frustrated by the idea of still being in love with a woman who doesn't remember their time together, Joel agrees to undergo the procedure as well, to erase his memories of Clementine. The film, which takes place mostly within Joel's mind, follows his memories of Clementine backwards in time as each recent memory is replaced, and the procedure then goes on to the previous one, which is likewise seen, and then erased. Once the process starts, however, Joel realizes he doesn't really want to forget Clementine, so he starts smuggling her away into parts of his memory where she doesn't belong which alters other things about his memories as well...</p>
<p>I did like this film very much. Poetry of the sadness. Melancholy's mood.</p>
<p>About this film, a blogger wrote that<font color="#ff6600"> </font><font color="#ff6600"><em>"you can erase someone from your mind. Getting them out of your heart is another story."</em></font> He is right.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Di cose invasive curative]]></title>
<link>http://puntokri.wordpress.com/2007/10/24/di-spogliatoi-e-docce-invasive-curative/</link>
<pubDate>Wed, 24 Oct 2007 04:34:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>puntokri</dc:creator>
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<description><![CDATA[Io che vengo in piscina per sgambarmi. Me lo ha consigliato l&#8217;ultimo strizzacervelli di turno.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Io che vengo in piscina per sgambarmi. Me lo ha consigliato l'ultimo strizzacervelli di turno. Io che vengo in piscina tre volte a settimana per non pensare al sesso. Ma questa storia sta cominciando davvero a diventare una tortura. Io fallocentrica, che vuoi che mi succeda in una piscina privata solo femminile. Mi metto in prima corsia nascondo i capelli sotto la cuffia, faccio scendere gli occhialini e comincio a nuotare. L'acqua mi ha sempre rilassato, mi scarica, toglie tutte le mie impurità. Riesco a far dieci vasche senza fermarmi. Sono sola in piscina non c'è neppure il bagnino. Sento solo il rumore del mio respiro e dell'acqua. Nuoto. Nuoto per non pensare, invece penso. Penso e nuoto.Hanno scoperto che è l'eccitamento a causarmi l'aumento di questo enzima. Questo enzima che mi provoca queste perdite di memoria strane, mai riscontrate, dimentico termini di uso comune, e più son eccitata e più dimentico. L'acqua dovrebbe rilassarmi, aiutare a controllare queste mie sensazioni, diminuendo la produzione di questo enzima.Ma negli spogliatoi succede sempre qualcosa di strano, qualcosa che non riesco a spiegarmi.<br />
Son diventata miope a diciott'anni. Da allora mi sono adattata agli occhiali. Metto le lenti a contatto raramente, solo in quelle che io considero grandi occasioni. Solo oggi ho messo le lenti a contatto.Nuoto a dorso gli occhialini mi proteggono le lenti.Le scorse volte lasciavo gli occhiali in auto, per evitare l'appannamento umidità. Nuoto a rana per rafforzare l'interno cosce. L'oculista che mi ha visitato martedì scorso per la visita prevista dalla 626 per i videoterminalisti, era più interessato alla mia scollatura che alla mia retina. L'acqua rilassa, deve rilassarmi i pensieri, questi pensieri golosi come pasticcini. Pensieri pesanti come macigni.Guardo il <font color="#0000ff"><strong>coso </strong></font>(rotondo con due lancette che indicano l'ora) sulla colonna del trampolino, ancora 10 minuti, gli ultimi, i più tirati. La mia miopia è stabile da tre anni,una miopia lieve  l'ha definita lui. Io so che a 4 metri di distanza non distinguo le espressioni. Oggi voglio distinguerle. Voglio vederla bene.<br />
Quattro metri è la distanza della parete opposta dello spogliatoio . Lei è già sulla <font color="#0000ff"><strong>cosa</strong></font> (supporto in legno per accogliere più glutei alla volta) di fronte a me. Indossa solo il suo mini accappatoio rosa confetto. Con malizia lo tiene aperto nella parte superiore. Il seno, queste due grosse tette, con capezzoli dritti, color caffelatte. Ai piedi ha quelle<strong><font color="#0000ff"> cose</font></strong> (calzature in plastica con due fasce che s'inseriscono tra il pollice) rosa pure quelle con disegni estivi. Prende il<font color="#0000ff"><strong> coso</strong></font> (contenitore cilindrico, appiattito alla base ripieno di crema di crema per il corpo)  e lo impugna con le due mani in alto di fronte al viso. Preme. Un getto di crema le schizza il collo e cola verso il basso. Sposta le mani più in basso e preme ancora, un lungo getto si appoggia sulla spalla. Io non fingo neppure più di guardare altrove, sono calamitata dalle sue mani. Appoggia il <font color="#0000ff"><strong>coso</strong>,</font> e comincia a spalmare. Son movimenti lenti. Circolari. A mano aperta. Tutto su queste tette che si gonfiano sempre di più ad ogni suo passaggio. Son movimenti a spirale dall'esterno verso il <strong><font color="#0000ff">coso </font></strong>(escrescenza papilliforme al centro del seno). La crema bianca ricama il suo seno. Colora i miei sogni. Dipinge i miei respiri.<br />
Chiudo gli occhi. Respiro, mi tolgo questa<strong><font color="#0000ff"> cosa </font></strong>(indumento per venire in piscina intero) e mi fiondo dentro alla <strong><font color="#0000ff">cosa</font></strong> (stanzino con erogatore per l'acqua) Non posso essere cambiata così non possono essere le donne ad eccitarmi ora. Eppure sono eccitatissima, devo essere invasa da enzimi, mai una donna mi aveva fatto questo effetto, ho voglia di toccarmi la <font color="#0000ff"><strong>cosa</strong></font> (congiunzione tra le gambe), ma peggiorerei tutto, meglio aprire il<strong><font color="#0000ff"> coso </font></strong>(pomello metallico con simboli blu e rossi) e fare scendere tutta l'acqua per depurarmi i pensieri. L'acqua scende copiosa sul mio corpo. Getto la testa indietro e scopro che lei è entrata nella mia doccia. Le sue mani mi prendono fianchi, mi china, mi si appoggia sulla schiena. Sento il coso in mezzo alle gambe. Mi si avvicina all'orecchio e con il suo tono baritonale, mi dice.<br />
-"Baby sei l'unica ad averlo scoperto, terrai il mio segreto?".<br />
<strong><font color="#0000ff"> Cazzo!!!!<br />
Cazzo!!!!</font></strong><br />
Ecco come si chiama sto <strong><font color="#0000ff">coso grosso </font></strong>Me lo son ricordata subito come si chiama, aiutami a guarire, ancora, ancora,  mettimelo dentro.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[RIMEMBRANZE SERALI]]></title>
<link>http://chiaracats.wordpress.com/?p=76</link>
<pubDate>Sun, 24 Dec 2006 23:55:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaracat</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ieri, al Cage:
io: &#8220;bimbe mi scappa la pipì andiamo fuori&#8221;
le bimbe: &#8221; va bene ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, al Cage:</p>
<p>io: "bimbe mi scappa la pipì andiamo fuori"<br />
le bimbe: " va bene chiara andiamo"<br />
fuori, io, dopo dieci minuti: " o ma cosa cazzo ci facciamo qui al freddo?????"</p>
<p>PERCHE' SI BEVE PER DIMENTICARE</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Interview dans Tracklist N°13 (2003)]]></title>
<link>http://lzorecords.wordpress.com/?p=291</link>
<pubDate>Tue, 14 Oct 2003 14:26:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>lzorecords</dc:creator>
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<description><![CDATA[Loin des clichés et du formatage, Sept pratique un rap prônant le retour à l&#8217;expression. D]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Loin des clichés et du formatage, Sept pratique un rap prônant le retour à l'expression. Découvert sur le circuit mixtape-internet, le MC parisien passe le cap du premier album avec "Amnésie", dans les bacs le 7 mai 2003.<!--more--> </p>
<p>Tracklist: Après quelques apparitions sur des mixtapes (Cut Killer, Cutee B), des compilations (Max Boycott, Quality Streetz) et un featuring sur le EP de Triptik, tu sors directement ton premier album solo sans passer par la case maxi. N'as-tu pas l'impression d'aller un peu vite ? </p>
<p>Sept: Non. En fait, je n'ai pas envisagé ça d'un point de vue stratégique, loin de là. J'avais pas mal de morceaux, et j'avais envie qu'ils vivent parce qu'avec le temps, ils seraient passés à la trappe. Donc je voulais les sortir. Le CD est quand même le support le moins cher alors je me suis lancé sur mon album solo. Après, il est évident que je ne m'attend pas à casser la baraque d'entrée, c'est pas le but. Le but, c'est déjà de vendre les 1000 exemplaires qu'on a pressés, et de continuer à faire d'autres trucs. On peut dire que cet album est une carte de visite. </p>
<p>T: Pourquoi être allé à Bordeaux pour enregistrer "Amnésie" ?</p>
<p>S: En fait, je n'avais aucun plan home studio disponible sur Paris. A Bordeaux, j'ai rencontré des gens avec qui j'avais un bon feeling, il y a pas mal de talents là-bas. Et Jey, du groupe OSC, avait un home-studio où il a déjà enregistré la compilation Kwality Records. Il m'a proposé de faire tout l'album chez lui. </p>
<p>T: Aujourd'hui, tu es surtout connu sur Paris et donc à Bordeaux, où tu as de nombreuses connections.  Tu pense pouvoir toucher plus de monde avec ce premier album ?</p>
<p>S: En fait, tant que t'as rien fait, t'es pas pris au sérieux. Tu commences à exister quand tu sors des projets. Et, justement, le fait d'avoir un CD donne plus de chances de passer en radio. Les mecs des émissions spé en province sont quand même assez ouverts. Je leur ai donné le CD et ils passent certains morceaux. De toute façon, mon but n'est pas d'être connu par tout le monde, mais de faire connaître ce que je fais, et de me faire mon petit public. Et même si ils ne sont pas des millions, ça fait quand même super plaisir. Après, j'espère pouvoir enchaîner sur d'autres choses.</p>
<p>T: Le titre de l'album laisse entrevoir plusieurs sens. A quelles amnésies fais-tu référence ?</p>
<p>S: Le premier sens, qu'on retrouve sur le morceau "Amnésie", s'adresse aux gens qui n'ont pas envie de savoir ce qui se passe autour d'eux, qui s'enferment dans leur petit monde. Et le rap, ou plus généralement la vie, viennent leur rappeler la réalité. Ensuite, dans le rap, j'ai aussi l'impression qu'il y a énormément de personnes qui ne parlent que d'eux-même, et ça tourne en rond. On se demande si ils n'ont pas oublié -quand ils écrivent- d'où ils viennent, leur culture, leurs origines, ce qu'ils vivent...Puis, il y a de l'amnésie par rapport aux dernières élections. Les gens ont l'air d'oublier qu'un parti comme le front National est vraiment dangereux, et pas seulement pour les étrangers. Un gouvernement totalitaire ne va pas se contenter de casser les couilles des clandestins et des immigrés, au final il fermera la gueule de tout le monde. Et l'amnésie fait aussi référence à notre monde où les choses bougent sans cesse. Ce qui est sorti il y a 8 mois est déjà vieux, on oublie tout, une information chasse l'autre. Mais il y a des choses importantes dont il faut se rappeler. </p>
<p>T: Sur l'album, tu proposes un style très marqué, avec une diction claire et froide, des rimes recherchées et des musiques assez dépouillées...</p>
<p>S: J'essaie de faire un truc qui me ressemble, même si ça peut être difficile d'accès voire rébarbatif. Ça m'est égal. Faire des rimes super croisées, utiliser des termes un peu compliqués, me prendre la tête sur des sujets...il y en a peut-être que ça fait chier, mais c'est moi. </p>
<p>T: Tu n'as pas peur que pour certains auditeurs, il soit peut aisé de rentrer dans ton disque ? </p>
<p>S: Je comprend bien ça, mais ça m'est égal. C'est comme ça qu'on fait de la musique, en étant intègre. Si tu sors tes tripes, évidemment, ça ne va pas plaire à tout le monde. Par contre, d'autres gens vont carrément apprécier pour ça. Même si c'est un public plus restreint, ce n'est pas grave. Je veux qu'on puisse me retrouver et les gens qui me connaissent bien m'ont dit que ce disque me ressemblait. C'était le meilleur compliment qu'on puisse me faire. Bien sûr j'ai des progrès à faire, mais je ne veux pas changer en fonction de l'attente d'un public. Je veux changer en fonction de ce que je ressens, continuer à pousser mon trip. </p>
<p>T: Tu sembles porter une attention toute particulière au vocabulaire et à la rime. L'écriture, c'est pour toi un long processus ? </p>
<p>S: (il sourit) Ouais,franchement, j'en ai passé du temps. En dehors des phases d'inspiration où tu avances vite, ça demande beaucoup de travail. Personnellement, je n'écris jamais sur place, en studio, comme le font beaucoup de rappeurs. C'est aussi le style que j'essaie de pratiquer qui demande du temps. Et je suis exigent avec moi-même. </p>
<p>T: En ce qui concerne les thèmes que tu abordes, on ressent un certain pessimisme...</p>
<p>S: Je dirais plutôt réalisme. j'apprécie l'espoir, mais si t'en as pas trouvé sur l'album, c'est qu'il n'y en a pas vraiment (rires). Encore une fois je sors ce qui me vient. Toutes ces choses qui t'agressent, qui t'angoissent, tu les ressors sur le papier. </p>
<p>T: Ta vision très critique du rap français revient également tout au long de l'album. La situation semble même t'affecter.</p>
<p>S: Ça me déçoit. Il en faut de l'ego, ça a toujours fait partie du rap, mais quand ça occupe la majorité du paysage rapologique, c'est vraiment dommage. Il y a d'autres choses à dire "Je suis un tueur, je nique tout le monde, je me fait du gen-ar et je me tape des meufs", ça soule au bout d'un moment, même si je ne suis pas pour autant pour une dictature du rap conscient. Mais ça arrange bien certaines personnes dans la société, les majors...qu'on leur livre un stéréotype du Rap où la violence est glorifiée. </p>
<p>T: En revanche tu as mis de l'eau dans ton vin concernant Skyrock. </p>
<p>S: J'ai grandi. Je pense qu'il y a des concessions à faire. Sinon, t'es fâché, tu veux rien savoir, et tu restes dans ton coin sans rien faire. C'est dommage, je vois des gens qui ont du talent et qui n'avancent pas. Bosser avec des gens que tu n'apprécies pas forcément, c'est la vie. C'est pas baisser son froc, c'est avancer tout simplement. Si aujourd'hui un de mes morceaux passait sur une radio nationale, franchement, je serais super content, parce qu'un grand nombre de gens pourrait entendre ma musique. </p>
<p>T: Un dernier mot sur "Pièces à convictions", titre où tu dénonces avec rage les violences policières...</p>
<p>S: C'est peut-être un stéréotype mais il existe. Tous les flics ne sont pas des enculés, ils servent à quelque chose, mais ils devraient justement avoir un comportement exemplaire. Il faut bien avouer qu'ils ne traitent pas tout le monde de la même façon, et qu'il y a des abus de pouvoir. Mettre le doigt là dessus c'est important, même si d'autres l'ont déjà fait, parce que ça existe toujours. </p>
<p>Par <em>Edouard Orosko</em>. </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chronique d'"Amnésie" sur Acontresens]]></title>
<link>http://lzorecords.wordpress.com/?p=162</link>
<pubDate>Wed, 01 Oct 2003 07:27:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>lzorecords</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Entre dans le temple des méditations morbides&#8221; : l&#8217;accueil grave du rappeur pari]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"Entre dans le temple des méditations morbides" : l'accueil grave du rappeur parisien Sept sur son premier album annonce la couleur. Le vaste et généreux Amnésie développe sur plus d'une heure une large palette de thèmes, d'idées, de colères et de descriptions lucides, avec une spécificité de plus en plus rare, élevée ici au rang de credo : l'importance première du texte. Face à un rap gangréné dans sa majorité voyante par une recherche de facilité et un bâclage généralisé du propos, Sept a choisi son camp : "Le sens détermine les rimes, leur placement dresse un flow...</p>
<p>... J'entends des flows qui riment sans sens que la presse et l'info encensent". Au chapitre des thèmes principaux de cet album, le positionnement clair du côté d'un rap de passionné, dépourvu par principe d'une ambition financière castratrice, est affirmé sur plusieurs titres. On pense évidemment à la bombe Amnésie, pamphlet incendiaire qui met d'office les pendules à l'heure en raillant avec brio les petits entrepreneurs du rap - qui ne sont pas les seules cibles du titre tant le propos s'adapte parfaitement bien à différents milieux. Dans le même ordre d'idée, l'humour et le grand cynisme envers le sinistre Ego sans trique achèvent de ridiculiser prétentieux et maquereaux du son. Sa vision du rap, Sept l'esquisse particulièrement bien sur Noy-otage, accompagné des très bons Iraka 20001, Ki Lab et User, "éreintés de la rime" convaincus, persévérants, travailleurs et modestes... Le refrain du groupe La Ménagerie samplé sur l'excellent Les règles de l'art résume : "J'cherche pas à plaire, j'cherche pas à faire du gen-ar, mais juste à faire du rap dans les règles de l'art".</p>
<p>Cet état d'esprit affirmé est alors mis au service d'observations pertinentes et de réflexions sur notre société, fustigeant ses tares et dysfonctionnements. La négation des droits élémentaires, le mépris constant envers des populations délaissées, ou encore l'acharnement répressif et sécuritaire y sont pointés du doigt, avec un talent certain pour sortir des sentiers battus et aborder ses thèmes récurrents avec un angle d'approche original et intelligent. On peut citer Le mépris, en compagnie du duo Hustla qui se charge d'habiller de descriptions pertinentes les observations de Sept, l'un de ces "quidam qui clament enkylosés aux joints purs que plein d'enculés payent au noir des clandestins qu'ils peuvent pas voir en peinture". En réaction aux faits relatés, une certaine rancoeur contre l'Etat transpire de nombreux titres, comme sur le bien-nommé Vice étatique, ou de façon encore plus dure sur l'haletant Pièces à conviction (avec El Ness du groupe Kroniker). Sept y est particulièrement remonté : "Un tas d'gens plient péniblement sous l'poids des croix et des peines, impatients d'vivre paisiblement, l'argent a terriblement fait des siennes. Ils croient diriger librement leurs choix mais des lois les détiennent, visiblement là où cesse le droit le monde baisse ses persiennes". On retiendra notamment un couplet anthologique sur les violences policières, "description authentique des plus pathétiques cons d'cette espèce" : Sept cogne où il faut, en ayant même la justesse d'esprit d'étendre le propos en fin de couplet en globalisant le comportement neo-fasciste d'un Occident militaro-policier en voie de putréfaction. Le rappeur livre d'ailleurs dans le très dense La logique du chrono cette phrase lourde de sens : "J'annonce le chaos comme les caravelles"...</p>
<p>On pourrait s'amuser à classer les morceaux par thèmes et tenter ainsi de tracer un plan simple d'Amnésie... mais à l'écoute de cet album, on est particulièrement frappé par sa grande cohésion d'ensemble, qui tient sans doute dans le fait qu'au détour de chacun de ses textes, Sept développe les éléments d'une vision globale profondément personnelle. L'assemblage sur disque de ses tranches de réflexion dévoile une personnalité forte, dense et affirmée, avec aussi ce que cela implique de doutes ou de désillusions. Le très court Dans un désert est à ce titre l'un des morceaux les plus marquants de l'album, avec son refrain entêtant : "J'compte mes certitudes sur les doigts d'la main, j'me rends compte que dans un désert titubent mes choix d'gamin", qui contraste avec le très décidé "J'alimente pas la paranoïa, j'plante des vérités" de l'énervée et subversive Nécropole. Preuve qu'à l'image du réel, les choses ne sont pas toujours toutes simples sur cet album, et c'est tant mieux.</p>
<p>Secondés sur près de deux tiers des morceaux par des amis invités, Sept évite une linéarité vocale qui aurait pu être un peu rhébarbative sur une quinzaine de titres. On remarquera particulièrement El Ness, Iraka 20001 et Da 10keus (sur le très bon Qui flingue l'espérance ?). Même variété niveau musical, avec pas moins de sept producteurs différents, principalement Ki Lab, Sir Yu et Jey, inspirés et originaux. Fatalement, l'importance des textes, doublée du timbre grave et sentencieux de Sept, font passer la voix avant tout, mais cela donne l'occasion d'apprécier l'album selon plusieurs modes d'écoute, et les sons de Spirale de l'escalade, Dans un désert ou encore La logique du chrono trouveront à coup sûr des oreilles attentives.</p>
<p>Tous les morceaux ne sont certes pas parfaits sur cet album. Mais les rares déceptions (Hip-Hop et Trois crevards pour les citer), n'entâchent en rien la richesse globale de l'album, son originalité et ses exceptionnels textes, sur le fond comme sur la forme. On reste ébahi par cette impressionnante aptitude qu'a Sept à triturer et assembler les mots pour parer la qualité de son propos d'un habillage à la fois esthétique et ludique. Un tour de force à saluer, à encourager et à défendre.</p>
<p>Par JB, le 07 septembre 2003. Lien: <a href="http://www.acontresens.com/musique/disques/72.html">Acontresens</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chronique d'"Amnésie" sur Hip Hop Core]]></title>
<link>http://lzorecords.wordpress.com/?p=157</link>
<pubDate>Fri, 12 Sep 2003 09:11:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>lzorecords</dc:creator>
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<description><![CDATA[Même si Sept est là depuis un bon nombre d&#8217;années (qui a dit Cartel Despee?), ce n&#8217;es]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Même si Sept est là depuis un bon nombre d'années (qui a dit Cartel Despee?), ce n'est réellement que depuis sa prestation remarquée sur la K7 "Virus" que le bouche-à-oreille a pris des proportions importantes et que son nom est apparu de plus en plus souvent dans la liste des grands espoirs français. <!--more-->Ses deux apparitions remarquables sur la compilation "Maximum Boycott" lui ont donné l'occasion de prouver à tous que le potentiel était bien là mais aussi la maîtrise et qu'il ne lui manquait donc qu'un long format pour dévoiler toutes ses facettes et répondre aux attentes d'un public appâté. Avec le soutien de De Brazza Records, Sept peut enfin franchir ce cap et nous livrer son premier LP : "Amnésie".</p>
<p>Ce qui frappe d'emblée, c'est la qualité et la maturité de l'écriture de Sept. Dès les premières mesures, on reste pantois devant les sentences déclamées par Sept. Alliant subtilement argot, vocabulaire épistolaire et parler quotidien tout en évitant de sonner trop "écrit" et en gardant un côté spontané, Sept réalise un tour de force rare. Portés par un flow fluide et une diction claire, ses textes enchaînent les idées sans pause abordant en quelques rimes un sujet pour le laisser au bord de la route, puis passer à autre chose et y revenir quelques titres plus loin. Cette structure labyrinthique pourra déstabiliser au premier abord mais elle permet à Sept de dresser de sa voix grave un autoportrait en filigrane de ses idées et de donner une réelle cohérence à ce premier album. Les titres se nourrissent les uns des autres comme cela est devenu trop rare aujourd'hui. Sur une basse chaude et une boucle de cuivre qui nous mettent d'emblée en confiance, son 'Introdiction' lui permet d'esquisser rapidement son univers textuel entre constat amer des réalités actuelles et bons mots. Stigmatisant les wack mc's vendus au système mais aussi leurs relais médiatiques ('Amnésie'), portant un regard acide sur les arènes de la politique française ('Les règles de l'art'), passant au crible les inégalités et les oppressions de notre civilisation ('La logique du chrono', 'Nécropole'), mettant en avant les failles d'un système qui préfère jouer la répression plutôt que la prévention ('Vice Etatique') et où quelques serviteurs zélés de l'état abusent de leur pouvoir dans l'impunité ('Pièces à conviction'), Sept aborde les sujets qui lui tiennent à cœur sans tomber dans la critique facile ou les complaintes de cage d'escalier. Il écrit des textes forts et denses sur lesquels il faut revenir plusieurs fois pour en saisir toute l'ampleur… tout en s'accordant quelques rares moments de détente (comme le salace 'Trois Crevards' ou l'hommage au 'Hip-Hop').</p>
<p>Entièrement confectionné à Bordeaux par le parisien exilé, "Amnésie "est l'occasion pour Sept de s'entourer de ses connaissances majoritairement girondines (déjà remarquées pour la plupart sur "Maximum Boycott" entre autres). Lorsque Sept s'associe au Grems d'Hustla, on a évidemment le droit à un sommet. Alors que Jey agence une production sur-mesure, oppressante et schizophrénique, 'Spirale de l'escalade' nous plonge dans l'état d'esprit d'un homme au bord du gouffre psychologique glissant doucement vers le point de non-retour. Lorsque le mégafor Jouage se joint en plus à eux pour une succession d'instantanés de la vie dans les quartiers populaires, on obtient le très bon 'Le Mépris'. Cependant, tous les invités ne tiennent pas la comparaison avec le maître de maison et on regrettera l'inclusion de certains couplets qui font clairement tâche au bilan (on pense notamment aux freestyles glissés en fin de morceau par endroits). Mais cette abondance de nouvelles têtes a l'avantage de donner de la couleur à l'ensemble… Car certains reprocheront probablement à Sept une trop grande linéarité dans le flow et dans le ton professoral de sa voix. Mais comme il le dit clairement, dans ses livres, "le sens détermine les rimes, leur placement dresse un flow". Entièrement au service de ses textes, son phrasé habile joue des sonorités sur le rythme, plaçant ça et là les allitérations avec précision.</p>
<p>Pour apporter un contrepoids à la grande cohérence des propos de Sept, ce dernier s'est entouré d'un panel de producteurs large, peu connu mais indéniablement doué. Jouant dans des registres connus, les différents intervenants habillent leurs sons de couleurs souvent inédites en France et maintiennent au long de l'album une qualité haute. Du style rentre-dedans de MJM (auteur du très bon 'Amnésie') à l'apport du fonkyclapper Steady ('Le Mépris') en passant par l'éventail de styles affiché par Kilab et par le travail remarquable de Jey (le crépusculaire 'Vice Etatique', l'intrigant 'La logique du chrono' et la perle épileptique 'Nécropole') ou Sir-Yu ('Dans un désert' et son break d'orgue irrésistible, 'Le Mépris'), l'auditeur a le droit à un réel foisonnement de bonnes productions. Les rythmes sont ainsi bien équilibrés; les productions sont toutes clairement au-dessus de la moyenne hexagonale et on prend un plaisir certain à écouter cet album sur toute sa longueur. Le travail est à saluer.</p>
<p>Finalement, que dire? Sinon que "Amnésie" est sans conteste possible une des meilleures surprises de cette année et qu'elle confirme le regain de forme de la scène française indépendante. Constant, bien produit, chargé en textes de qualité, évitant les écueils dans lesquels tombent trop de nos emcees compatriotes, cet album (et par là même son auteur) s'impose comme une valeur sûre.</p>
<p>Par Cobalt, juillet 2003. Lien: <a href="http://www.hiphopcore.net/chroniques/28-sept-amnesie.html">Hip Hop Core</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chronique d'“Amnésie” sur 90bpm.com]]></title>
<link>http://lzorecords.wordpress.com/?p=161</link>
<pubDate>Sat, 06 Sep 2003 15:45:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>lzorecords</dc:creator>
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<description><![CDATA[La voix grave, l&#8217;agitateur de méninges provoquera à coup sûr liesse et euphorie chez les ad]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>La voix grave, l'agitateur de méninges provoquera à coup sûr liesse et euphorie chez les adeptes du mot juste et de la démonstration de force en matière de rimes léonines. <!--more-->Son impétueuse capacité à allonger les rimes n'est cependant jamais réduite à un pur exercice de style et l'écriture, tout comme les beats le plus souvent minimalistes et discrétement triturées (à l'exception du gigantesque "Amnésie" au son coup de massu), est sans cesse au service d'un propos lourd de sens, dénonciateur cynique ('Amnésie", "Necropole") refusant la médiocrité, les capitulations et ses compromissions tout en évitant les poncifs moralisateurs, autant de couplets-pamphlets, de coups de boutoirs à l'encontre de nos travers et de nos oublis. Le verbe se fait également parodique, vicelard et provocateur ("trois crevards", "Ego sans trique"), sans oublier un fond de blague potache et d'humeur chahuteuse (écoutez les dédicaces, lisez les noms des groupuscules de la galaxie Olympe Mountain et pour compléter le tout, jetez une oreille sur l'interlude "Fucking provinces" de Sept sur la compilation Kuality Records).</p>
<p>On reste pantois devant un tel art de (re)concilier la langue française et le rap, dont le champ lexical est trop souvent réduit à une peau de chagrin. Et cela sans jamais tomber dans l'abstrait pompeux et méprisant. Sept est un bavard et ses rimes n'en finissent pas. Les citations que l'on peut faire de ses couplets non plus. Morceaux choisis:</p>
<p>" J? compte mes certitudes sur les doigts de la main J? me rends compte que dans un désert titubent mes choix d? gamin qu?un jet d? encre atténue l? mal quand les vrais cancres relatent les rues sales..." (hiphop)<br />
"L?échec tue trop effectuent des travaux d? rue ou d? fabrication Classification absolue suivant la peau plus qu? les qualifications Nation d? faux-culs c?est pas une révélation t?as trop vu d?exactions dis toi qu? tes pas au-dessus d? la mystification Ta vocation faire appliquer la consigne consolation d?un salaire à s? piquer qui tient en onze lignes Ya la manière les usages peu en resteront dignes..." (Nécropole)<br />
"T?as l? tort d?être seul maître à bord dans tes vidéos mais t?es d?abord le seul à mettre à mort tes idéaux Prédicateur t?aromatises ta grande bouche de vocalises si épicées qu? tes glandes s? couchent Tes crédits d?acteur traumatisent les bandes vissées au banc d? touche çà fait des piges que tu t?intronises que tu t?ériges que tu quantises le son pour le prestige mais ta civilisation laissera jamais aucun vestige..." (Amnésie).</p>
<p>Pour cet album entièrement enregistré à Bordeaux, les invités sont ses compagnons de route croisés sur d'autres projets (la mix-tape Virus notamment) comme les bordelais de Kroniker D'Oz, Uzer, Bilen et El Ness ou encore Hustla (Grems et Le Jouage). Des noms moins connus comme Iraka 20 001 retiennent l'attention, tout comme le timbre loufoque de Raptaman. Soklak et sa gouaille montreuilloisse fait une apparition sur une interlude cachée et le jeune prodige Rodd se fraye un couplet sur le morceau Olympe Mountain. On regrettera que ces deux mc's qui forment avec Sept le trio Soul Brozers ne soient pas plus présents tout comme le fonky clapeur Booba Boobsa. Petit bémol avec Kilab que l'on préfère nettement en producteur (réecoutez également "L'issue ultime" sur Maximum Boycott) qu'en rappeur. Même si quelques sons piochent allégrement dans le Portishead ("Nécropole" produit par Jey), les mélodies fragiles et sombres, les samples aux découpages torturés (on osera sortir du placard le terme poussièreux de "Trip hop") arrivent à se faire une belle place malgré la voix d'ogre du Sept. Mention spéciale à "Introdiction" de Kilab, la "Logique du chrono" produit par Jey ou encore "Dans un désert" du parisien Siryu.</p>
<p>Si l'on est confiant quant à la large palette de thématiques que Sept peut aborder, le challenge lors de ses prochains projets se situera certainement dans sa capacité à moduler son flow, peut être le seul obstacle à l'adhésion du plus grand nombre d'auditeurs. Un mot enfin sur la pochette iconoclaste, montage photo / dessin réalisé par Grems (auteur également du tag Sept et qui fait parti du crew de graffeurs TT et du collectif La Plakett) mise en image audacieuse du titre Amnésie.</p>
<p>Avec cet album, première pierre d'un édifice discographique qu'on lui souhaite imposant, le Sept rentre avec fracas dans la cour des grands.</p>
<p>Par Qratch Machine, le 22.06.03. Lien: <a href="http://www.90bpm.net/chronique/album/sept-amnesie.htm">90bpm.com</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sept "Amnésie", 1er album]]></title>
<link>http://lzorecords.wordpress.com/?p=159</link>
<pubDate>Thu, 15 May 2003 09:21:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>lzorecords</dc:creator>
<guid>http://lzorecords.wordpress.com/?p=159</guid>
<description><![CDATA[
Date de sortie: Mai 2003
Label : Crev&#8217;art records
1 CD

Lire les chroniques
Tracklisting:
01.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lzorecords.files.wordpress.com/2008/06/sept1.jpg"><img src="http://lzorecords.wordpress.com/files/2008/06/sept1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="292" class="alignnone size-medium wp-image-160" /></a><br><br>Date de sortie: Mai 2003<br />
Label : Crev'art records<br />
1 CD<br />
<!--more--><br />
<a href="http://lzorecords.wordpress.com/tag/chronique+amnesie">Lire les chroniques</a></p>
<p>Tracklisting:<br />
01. Introdiction<br />
02. Amnésie<br />
03. Vice Etatique (feat. Iraka 20 001 &#38; El Ness)<br />
04. Le Mépris (feat. Hustla)<br />
05. Les Règles De L'Art (feat. DJ Vex)<br />
06. Hip-hop (feat. D'Oz)<br />
07. Ego Sans Trique (feat. Rhaptaman)<br />
08. Dans Un Désert<br />
09. Nécropole<br />
10. Noy-Otage (feat. Kilab, Iraka 20 001, User &#38;Microbe)<br />
11. Pièces à Convictions (feat. El Ness)<br />
12. La Logique Du Chrono<br />
13. Spirale De L'Escalade (feat. Grems &#38; DJ Vex)<br />
14. Trois Crevards (feat. Bilen &#38; Kilab)<br />
15. Qui Flingue L'Espérance? (feat. Dr Slang &#38; Da10Keus)<br />
16. Olympe Moutain -1 + Remo [Mixtape Lyrical Teknik]<br />
17. Dédie Casse (feat. Pearly)</p>
]]></content:encoded>
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<item>
<title><![CDATA[Zoom sur Sept dans Radikal n°72 (Mai 2003)]]></title>
<link>http://lzorecords.wordpress.com/?p=294</link>
<pubDate>Fri, 11 Jul 2003 23:17:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>lzorecords</dc:creator>
<guid>http://lzorecords.wordpress.com/?p=294</guid>
<description><![CDATA[C&#8217;est avec les rimes rageuses de Public Enemy que ce bonhomme de treize ans commence à poser ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>C'est avec les rimes rageuses de Public Enemy que ce bonhomme de treize ans commence à poser quelques phases; plus qu'un délire de gamin, le rap sera le chemin que suivra Sept, un blaze de quatre lettres facile à manier dans le texte. <!--more--></p>
<p>Aujourd'hui, à 28 piges, "pas de possee, pas de groupe, pas de compte à rendre", le rappeur à la voix caverneuse sort son album éponyme après avoir cassé quelques instrus aux cotés notamment de Triptik, de la Ménagerie, de De Brazza records, ou encore de Kroniker: "Ça a mis pas mal de temps à se mettre en place. Malgré cela, ça fait plaisir d'enfin aboutir un projet, de présenter des morceaux et de se dire que des gens vont les écouter. Mais bon, je ne m'emporte pas non plus spécialement. Je sais très bien qu'il faut rester les pieds sur terre. C'est un petit projet dont le but est de se faire connaître, et que ça aboutisse sur autre chose."</p>
<p>Conscient des tristes réalités du rap business, Sept, un véritable militant. Pour lui, le Rap ne se détache en rien du social, faisant corps tous les deux, s'expliquant l'un et l'autre: "ce qui m'intéresse, c'est de parler de la société, de la vie, des rapports humains et de la politique, sans pour autant être rédacteur au Monde, mais c'est ma vision à moi."</p>
<p>Sept dégage une réelle honnêteté artistique; en (très) bon lyriciste, il dévoile le secret de son art: "dans mes textes, j'utilise aussi bien des mots d'argot que des mots de Français soutenu qu'on utilise jamais. C'est ce qui m'intéresse, c'est de faire cohabiter ces deux genres de mots, ça me permet d'aller plus loin dans les rimes. Je fais ce qui me sort du ventre. J'essaie pas de dire un truc pour plaire à telle catégorie de gens, j'essaie pas spécialement de me la raconter, de jouer les racailles... C'est une espèce de thérapie, et ça fait du bien".</p>
<p>Sept, un vieux de la vieille qui ne lâche pas l'affaire, et, après écoute, que vous ne lâcherez pas non plus, même si ses textes sont souvent aussi noirs que son encre.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chronique d'"Amnésie" dans Radikal n°72 (Mai 2003)]]></title>
<link>http://lzorecords.wordpress.com/?p=292</link>
<pubDate>Sun, 06 Jul 2003 13:54:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>lzorecords</dc:creator>
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<description><![CDATA[Remarqué récemment sur la compilation Maximum Boycott, Sept est un de ces trouble-fête venus pime]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Remarqué récemment sur la compilation Maximum Boycott, Sept est un de ces trouble-fête venus pimenter autant que bousculer la scène Rap hexagonale. <!--more--><br />
Et il était temps que ce sobriquet remonte à la surface, car Sept est loin d'être un nouveau-venu, écumant maxis et mixtapes (Cut Killer, Cutee B, Para One) depuis de longues années. Evoluant un temps dans le giron de Boogotop, collaborant à l'occasion avec Dabazz (Triptik) ou D'Oz, il lorgne aujourd'hui vers un Hip Hop libéré des attitudes et discours conformistes qui l'enserrent.<br />
Sous une pochette qui rompt brutalement avec le commun, il développe en une vingtaine de titres aux thématiques variées une écriture efficace, n'hésitant pas à jouer sur les mots, leur son et leur sens, voire à détourner intelligemment quelques rimes du Rap français (le fameux "...et j'envoie énormément de MCs à l'ANPE" d'Akhénaton sur <em>Amnésie</em>). Armé d'un flow sentencieux et d'un vocabulaire étonnamment varié, il écorche la vie quotidienne du monde moderne, se gardant des jugements hâtifs pour viser le plus juste possible, et si possible entre les lignes: chez Sept, tout est dans la nuance.<br />
Utopiste assurément, mais pessimiste dans le même temps, il dévide ses textes sur des productions d'excellente facture mises en boîte par Kilab, Sir Yu, ou Microbe &#38; Remo, d'obscurs faiseurs de son qui cisèlent avec précision des rythmiques inattendues évoquant parfois un savoir-faire un rien expérimental tendance New-Yorkaise (<em>Nécropole</em>), ou s'habillant sur d'autres titres d'une juste balance entre basses aux harmonies jazzy et mélodies discrètes à base de sons organiques (<em>Le mépris</em>, <em>Ego sans trique</em>, <em>Les règles de l'art</em>...).</p>
<p>Original et audacieux, "Amnésie" est un des meilleurs albums récemment produits par un indépendant, en même temps qu'une des preuves les plus saisissantes que le salut du Rap ne viendra pas de ceux dont on lit le nom sur tous les murs, boostés qu'ils sont par la puissance promotionnelle de quelques majors.Achetez cet album !</p>
<p>Par <em>Toma</em>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Chronique d'"Amnésie" dans Groove N°71 (Mai 2003)]]></title>
<link>http://lzorecords.wordpress.com/?p=288</link>
<pubDate>Wed, 11 Jun 2003 23:11:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>lzorecords</dc:creator>
<guid>http://lzorecords.wordpress.com/?p=288</guid>
<description><![CDATA[Mine de rien, la (petite) compilation &#8220;Maximum Boycott vol.1&#8243; a bien joué son rôle de ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Mine de rien, la (petite) compilation "Maximum Boycott vol.1" a bien joué son rôle de révélateur de MCs avec Kroniker, Hustla, Bunzen ou Sept. <!--more-->Dans la foulée, ce dernier en profite pour sortir son premier album sans avoir sorti de maxi auparavant, hormis un ou deux feat avec Triptik et La ménagerie et deux trois tapes !<br />
En tout cas sur "Amnésie", Sept ne semble pas manquer de confiance, pourtant il est bien accompagné sur douze des dix-sept titres, permettant particulièrement à El Ness, D'Oz, Boobaboobsa et Hustla de confirmer tout le bien qu'on pensait d'eux !<br />
Par ailleurs, Sept dispose d'une approche lyricale assez séduisante et surprend par la richesse de ses textes. Dans la lignée de rappeurs comme Sako de chiens de Paille, Sept se prend la tête en offrant une écriture à plusieurs dimensions.<br />
Même si on peut perdre le fil par moment, Sept utilise donc des thématiques certes classiques, mais avec un lexique assez varié et associé au vocabulaire de la rue comme sur <em>La logique du chrono</em>, <em>Vice étatique</em>, ou le parfait exemple: <em>Amnésie</em>.</p>
<p>Même constat pour les musiques riches de Kilab, Sir Yu, DJ Steady ou Jey qui lorgnent vers les maîtres déjantés Madlib et Edan. Un univers soulful, parfois "dark" et intimiste (Le sample de Portishead sur <em>Nécropole</em>...), nous enveloppe dans ce disque personnel avec du haut vol (<em>Amnésie</em>, <em>Les règles de l'art</em>, <em>Trois crevards</em>...) et quelques passages inégaux (<em>Ego sans trique</em>, le lourd <em>Olympe Mountain -1</em> malgré la ppanolie impressionante de flows...).</p>
<p>Comme quoi dans l'underground fraçais, la valeur n'attend pas le nombre de feats ou de maxis sortis.</p>
<p>Par <em>Vincent Portois</em></p>
]]></content:encoded>
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